Conto Deposito WeBank – Caratteristiche

Il deposito Webank è uno strumento integrativo del conto corrente Webank, ideato per consentire ai propri risparmi di crescere in modo graduale nel tempo, grazie a tassi di interesse vantaggiosi applicati sulle somme versate, in maniera libera o vincolata.

La garanzia del Fondo Interbancario
Le somme depositate sul Conto Webank sono garantite dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: in caso di impossibilità della banca a restituire al correntista tutte o parte delle somme depositate, i versamenti saranno tutelati fino al limite di 100 mila euro.

Il deposito di risparmio libero: tasso allo 0,85%
Il deposito di risparmio libero permetterà infatti alla clientela Webank di poter usufruire di un tasso di interesse calcolato sulla base del tasso ufficiale di riferimento della BCE, maggiorato di 10 basis points, per un totale attualmente fissato all’0,85%.
Trasferimenti immediati e gratuiti tra il deposito e il conto corrente, e l’immediata disponibilità delle somme al termine di ogni operazione di trasferimento, completeranno le caratteristiche di base dell’utilizzo del deposito di risparmio, che può ben rappresentare una gradita e flessibile possibilità in mano alla clientela che desideri far fruttare le somme senza alcun vincolo.

Il deposito di risparmio vincolato: tassi dall’ 1,75% al 3,00%
Chi invece desidera poter conseguire un rendimento più elevato, rinunciando tuttavia all’immediata disponibilità delle somme, può scegliere le soluzioni vincolate del deposito Webank. Le possibilità temporali concesse al cliente dell’istituto di credito online sono quattro, con applicazione di altrettanti, differenti, tassi di interesse:
-Vincolo a 3 mesi: tasso del 1,75%
-Vincolo a 6 mesi: tasso del 2,25%
-Vincolo a 12 mesi: tasso del 2,75%
-Vincolo a 18 mesi: tasso del 3,00%

Tra i principali benefit della scelta tra le linee vincolate, la possibilità di beneficiare di un tasso di interesse fisso per l’intera durata del vincolo, e la possibilità di poter svincolare le somme in qualsiasi momento, e anche per importi parziali, senza pagamento di alcuna penale.

Gli aspetti fiscali e commissionali
Per quanto concerne le ulteriori caratteristiche economiche, segnaliamo la presenza di una ritenuta fiscale del 20% sugli interessi lordi maturati. Gli interessi saranno liquidati alla scadenza del vincolo, con stessa valuta economica.
Non è inoltre previsto un limite minimo di versamento sul deposito Webank, né spese per versamenti, prelevamenti o liquidazione del vincolo.

Conti Deposito e Garanzie

Analizzando un qualsiasi Foglio Informativo si evince che il conto deposito è un prodotto sicuro, confermato peraltro dalle analisi e dalle opinioni espresse dalle diverse Associazioni dei Consumatori come ad esempio Aduc e Altroconsumo.
A tal proposito si evidenzia che esiste tutt’oggi una convenzione tra Altroconsumo ed alcune della maggiori banche che offrono conti deposito. L’accordo prevede, sostanzialmente, una maggiorazione del tasso base a favore di tutti i soci Altroconsumo che decidono di aprire un nuovo conto o che lo hanno già aperto.

Adesione al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi
Tornando all’aspetto della sicurezza, l’unico rischio, al pari delle somme depositate su un comune conto corrente bancario, è quello di controparte: ovvero, il rischio che la banca non sia in grado di rimborsare il saldo disponibile. Tale rischio, tuttavia, è attenuato dall’adesione di tutte le banche, online e classiche, al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, FITD, che assicura ad ogni depositante una copertura fino a 100.000 euro.

La sicurezza del conto di appoggio
Un altro elemento di sicurezza è rappresentato dal fatto che le somme possono transitare solo tra il conto di appoggio e il conto deposito, ovvero tra due conti intestati allo stesso cliente.
In questo caso, l’unico rischio potrebbe essere legato allo smarrimento o al furto dei codici identificativi di accesso al conto, rischio che può essere ridotto al minimo osservando le normali regole di prudenza.

In conclusione, come valutare la sicurezza di un conto deposito ?
Considerando che l’unico rischio è quello di controparte, già attenuato dall’adesione delle banche al FITD, per ridurre ulteriormente il rischio dell’”investimento” bisognerebbe valutare la solidità patrimoniale della banca e cercare di capire quali sono le politiche di investimento adottate, ovvero, in che modo sono investite le somme depositate.

Nella maggior parte dei casi i depositi vengono impiegati per effettuare investimenti a basso rischio, in particolare in Titoli di Stato e Covered Bond, tuttavia è bene valutare il core business della banca a cui vogliamo affidarci ed il suo rating.
Il rating è un punteggio che esprime il grado di solvibilità di una banca, ovvero il suo livello di sicurezza, messo a disposizione dalle società di rating.

Conti Deposito e Rendita Reale

Il rendimento è il vero punto di forza di questo “strumento finanziario”, che offre il vantaggio di un investimento a basso rischio (come BOT ed altri Titoli di Stato) e la sicurezza di un conto corrente bancario.

Tasso base
Le somme depositate sono remunerate al tasso base che, seppur offra un rendimento minimo, si adegua prontamente anche alle variazioni al rialzo delle condizioni di mercato, differentemente dal tasso attivo nominale di un conto corrente bancario.

Tasso vincolato
I clienti di un conto deposito hanno una possibilità in più per far crescere il rendimento della liquidità “parcheggiata”: vincolare le somme per un determinato periodo che normalmente prevede scadenze a 3, 6 o 12 mesi.
Optando per questa soluzione, il tasso di interesse cresce considerevolmente e, allo stesso tempo, rimane immutata la libertà di svincolare le somme che, nella maggior parte dei casi, saranno remunerate al tasso base.
Da rilevare che esiste un numero ristretto di banche che non prevede la possibilità di svincolo anticipato, tuttavia, in cambio di questo “sacrificio”, saranno offerti tassi di interesse superiori alla media di mercato.

Tasso promozionale
Infine, esistono conti deposito che prevedono un tasso promozionale particolarmente vantaggioso solo per un limitato periodo, ad esempio: per i nuovi clienti che aprono il conto entro un certa data si offre un elevato tasso di interesse per i primi 6 mesi, successivamente si passa alla remunerazione al tasso base.

Come calcolare il rendimento effettivo ?
L’unico “costo” che influisce pesantemente sul calcolo degli interessi è la ritenuta fiscale, la stessa applicata ai depositi di un conto corrente bancario.
Pur essendo un prodotto ibrido, a metà strada tra un investimento ed un conto bancario, il conto deposito non rientra nella categoria degli investimenti, come BOT o Obbligazioni.

Ricordiamo, inoltre, che tutti i conti deposito sono a costo zero, dunque, l’unico elemento che influisce sul guadagno effettivo è appunto la tassazione%.

Rendimento dei Conti Deposito

I rendimenti dei conti deposito (specialmente quelli con vincoli a breve – medio termine) sono, come noto, particolarmente interessanti e competitivi rispetto a forme di investimento con similari orizzonti temporali. Ma perché le banche che effettuano operatività in conti deposito riescono a garantire dei tassi di interesse così elevati? In cosa investono i gestori di tali rapporti di servizio?

La garanzia del Fondo Interbancario
Cerchiamo di rispondere a questa domanda con maggior ordine, ricordando che i conti deposito offerti in Italia sono aderenti al Fondo interbancario di tutela dei depositi, ponendo pertanto il cliente al riparo dal rischio di default dell’istituto di credito depositario, entro i limiti di 100 mila euro per rapporto.

L’eventuale rimborso da parte del Fondo di garanzia avverrebbe inoltre in tempi piuttosto rapidi (20 giorni), potendo in tal modo garantire una maggior serenità al cliente che abbia versato i propri risparmi nelle casse della banca in difficoltà.

Minori costi
Comunemente (e, a nostro giudizio, superficialmente), si ritiene che gli istituti di credito “online” riescano a offrire delle forme di remunerazione così interessanti grazie al contenimento dei costi caratteristici: si pensi alla possibilità di evitare tutti gli oneri relativi alla presenza territoriale (apertura filiali, costi di sicurezza, di trasporto denaro, ecc.), con ciò che ne consegue in termini di risparmio economico. Tuttavia questa motivazione è, almeno in gran parte, un “falso mito”: abbiamo infatti osservato come, soprattutto nel corso degli ultimi anni, l’offerta di conti deposito abbia interessato anche istituti di credito già presenti sulla piazza in via ben più tradizionale, e che le banche che privilegiano una gestione a distanza non si siano certo risparmiate a porre in essere delle forme di promozione commerciale molto aggressive e molto dispendiose.

Il comportamento dei gestori
La ragione di questi elevati tassi di rendimento deve pertanto essere ricercata (anche) altrove. Se infatti il conto deposito a 18 mesi rende il 4,50%, ragioni di bilancio vorrebbero che il gestore del conto deposito investa in strumenti finanziari in grado di rendere almeno lo stesso tasso di rendimento. Nello scenario attuale, i tassi di interesse più elevati sono relativi agli investimenti nel lungo termine, tradizionalmente maggiori quando i tassi di interesse di riferimento sul breve calano, e quando il contesto finanziario diviene più teso.

In altri termini, quando lo scenario economico finanziario si evolve negativamente, generando maggiori incertezze sulla solvibilità delle controparti, gli investitori preferiscono accorciare il proprio orizzonte temporale, andando a incrementare la domanda di titoli a breve termine, e generando così pressioni al ribasso nei rendimenti degli stessi. Di contro, diminuisce l’interesse per strumenti finanziari a lungo termine, il cui valore reale potrebbe subire forti gap negativi nei confronti di quello nominale, inducendo pertanto a maggiori remunerazioni degli stessi.

Per quanto ovvio, il gestore dovrà anche tenere in considerazione il mantenimento di una positiva situazione di equilibrio, evitando di incorrere in rischi di liquidità che potrebbero portare l’azienda di credito ad una situazione di tensione finanziaria, mediante una opportuna diversificazione finanziaria.

Differenze tra Pronti Contro Termine e Conti Deposito

Il contratto di pronti contro termine (per praticità, PCT) è un’operazione attraverso la quale l’istituto di credito vende al cliente una quantità predeterminata di strumenti finanziari (l’operazione a pronti) impegnandosi a riacquistare la stessa quantità a una data e a condizioni di prezzo stabilite nella sottoscrizione originaria (l’operazione a termine). Il cliente verserà alla banca il prezzo riferito al controvalore dei titoli acquistati, ottenendo, al termine della transazione, un compenso maggiorato di un tasso di rendimento predeterminato.

Ma quali sono le differenze, nell’ottica dell’investitore, tra un investimento in conto deposito e quello in PCT ? Ecco alcuni punti fondamentali, che vi invitiamo a considerare nella valutazione dell’alternativo impiego.

Rischi
L’investimento nel conto deposito è assoggettato a scarsi rischi, in quanto il versamento – entro la soglia dei 100.000 euro – sarà adeguatamente tutelato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi. Ulteriori rischi sono legati invece ai termini valutari (nell’ipotesi di investimento in conto deposito non in euro) e all’eventualità di vincolarsi a un rendimento inferiore alle alternative di mercato.

Per quanto riguarda l’investimento in PCT, invece, due sono i principali rischi aggiuntivi
Rischio emittente: è il rischio legato all’eventuale default dell’emittente degli strumenti finanziari che costituiscono oggetto dell’operazione di PCT. Il rischio è tuttavia a carico della banca non dell’utente, in quanto è la banca che nel contratto di PCT si obbliga a riacquistare i titoli oggetto dell’operazione a termine;
Rischio controparte: è il rischio legato all’inadempimento della banca, che non riesce a riacquistare a termine i titoli oggetti di contratto. In questa ipotesi al cliente rimane comunque la titolarità degli strumenti finanziari, che possono essere rivenduti sul mercato con il rischio di un introito inferiore rispetto al controvalore prestabilito.

Rendimento
Il rendimento del conto deposito, libero e vincolato, è di norma fisso e prestabilito al momento dell’accensione del rapporto. Per quanto riguarda i PCT, il rendimento è altrettanto predeterminato, e pari alla differenza tra il prezzo pattuito nell’operazione a pronti, e quello pattuito nell’operazione a termine. Al rendimento così ottenuto occorrerà detrarre una commissione fissa, di norma inferiore a 10 euro, a titolo di istruttoria della transazione.