Come Aprire un Conto Corrente

A seguito delle recenti novità introdotte dal governo Monti, l’apertura di un conto corrente è divenuta necessaria per chiunque.

Poichè è stata introdotta la limitazione di 1000 euro alla circolazione del denaro contante, il conto corrente è infatti ormai indispensabile per ricevere l’accredito dello stipendio o della pensione, effettuare bonifici, ricevere Rid, incassare o emettere Assegni, disporre di mezzi di pagamento elettronici.

Innanzitutto occorre procedere alla scelta della Banca e quindi anche a scegliere il conto più adatto a soddisfare le nostre esigenze, infine si può procedere all’apertura.

Aprire un conto corrente bancario è consentito alle persone fisiche maggiorenni e con capacità di intendere, alle aziende, agli enti e alle associazioni.

Può essere intestato a una o anche più persone, e la procedura attualmente in vigore prevede:

l’identificazione della persona (mediante esibizione di un documento di identità non scaduto e codice fiscale),
la sottoscrizione dell’apposito contratto,
la compilazione della documentazione prevista dalla normativa antiriciclaggio,
la sottoscrizione del consenso al trattamento dei dati personali e sensibili (privacy)
il deposito della firma

Se il contratto di conto corrente è intestato a più di una persona, si parla di Conto corrente cointestato. In questo caso è necessario specificare se l’operatività del conto è :
a firma disgiunta o libera : ogni intestatario può liberamente disporre del conto
a firma congiunta: ogni disposizione (assegni, bonifici, etc.) richiede la contemporanea sottoscrizione di tutti gli intestatari
a firme abbinate: ogni disposizione richiede la contemporanea sottoscrizione di almeno due intestatari.
Ogni operazione effettuata viene definita movimentazione, sono quindi movimentazioni ogni emissione di assegno, utilizzo di sportello bancomat, bonifici e pagamenti.

Il saldo del conto è determinato dalla differenza tra i versamenti di denaro effettuati sul conto ed i prelevamenti/pagamenti effettuati .

Un saldo positivo può generare interessi positivi pagati dalla banca al cliente, sui quali viene praticata una tassazione. In ogni caso il conto corrente bancario non deve essere considerato uno strumento di risparmio, né tantomeno di investimento, e quindi non è opportuno mantenere una giacenza molto superiore alle proprie necessità correnti.

Al contrario un saldo negativo genera interessi negativi (…quindi ulteriori costi). Quest’ultima eventualità è possibile solo nel caso in cui al correntista sia stato riconosciuto un fido, cioè la possibilità di essere finanziato dalla banca anche se sul conto non ci sono soldi.

Ovviamente alla banca conviene avere conti correnti bancari molto movimentati, in quanto applica una commissione ad ogni operazione effettuata, quindi più operazioni = più costi.

Come Scegliere una Banca

Sapevate che il costo del conto corrente medio in Italia è il più alto tra i Paesi dell’Unione Europea?

Secondo BankItalia il costo medio del conto corrente è di circa 120 euro , contro gli 80 euro della Francia, i 65 euro della Germania, i 30 euro della Finlandia e i 10 euro dell’Olanda.

Infatti i costi annui in Italia relativi al conto corrente in linea di massima variano tra i 70 e i 218 : certo, è pur vero che di questi 34,20 sono il bollo di competenza dello Stato, ma il costo è comunque indubbiamente molto elevato.

Ha quindi senso parlare della “…mia banca di fiducia…”, o forse è meglio imparare a conoscere meglio quel soggetto a cui affidiamo i nostri sudati soldini?

Certo l’aspetto costi è assolutamente importante, soprattutto tenendo presente che esistono ottimi servizi di conto corrente online a costo zero, tuttavia è importante anche valutare i servizi che ci vengono offerti.

Questa sezione nasce con lo scopo di supportare nella scelta della BANCA e dei servizi più convenienti o più adatti alle proprie esigenze.

Come scegliere la banca?

Quali sono le principali aree di criticità evidenziate dai clienti delle Banche ?

Come evidenzia l’indagine riportata, i principali motivi di insoddisfazione dei clienti sono
i costi troppo elevati rispetto ai benefici o servizi erogati
l’eccessivo avvicendamento del personale di sportello
la qualità dei consigli ricevuti
la trasparenza delle condizioni, dei costi, e del materiale informativo.

Molto spesso il nostro primo approccio con una Banca avviene tramite l’apertura di un conto corrente.

Carta di Debito – Come Funziona

La semplicità e la comodità di utilizzo di strumenti di pagamento alternativi alla moneta hanno favorito la progressiva diffusione delle carte di debito e delle carte di credito.

Le due tipologie di carte presentano funzionalità complementari: mentre la carta di debito svolge esclusivamente una funzione di natura monetaria, la carta di credito presenta anche funzionalità di tipo creditizio.

La carta di debito è costituita da una tessera con banda magnetica e microprocessore, e si caratterizza per la presenza di un codice (PIN ‑ Personal Identification Number). Tale carta consente al detentore di effettuare operazioni di pagamento e di prelievo di contante, esclusivamente a fronte della liquidità disponibile sul conto corrente bancario. Tipici esempi sono le carte BANCOMAT, POSTAMAT, e carte ricaricabili in genere.

Presso gli sportelli automatici (ATM) la carta di debito viene utilizzata per interagire con la propria Banca
effettuare prelievi di denaro contante
impartire ordini di pagamento
effettuare ricariche telefoniche
richiedere informazioni sulla situazione del proprio conto (verifica saldo, stampa dell’estratto conto)
inviare comunicazioni alla Banca stessa.
Presso i punti di vendita la funzione della carta è esclusivamente monetaria in quanto, attraverso i POS (Point Of Sale), il suo utilizzo consente di effettuare un pagamento con l’addebito diretto del conto corrente dell’acquirente e l’accredito contestuale del conto del venditore.

Il costo della carta di debito è rappresentato dalla quota annuale, dalle spese di scrittura di ogni operazione in conto corrente, e dagli eventuali costi aggiuntivi (es. un numero limitato di operazioni gratuite, oppure l’addebito di una commissione su ogni operazione di prelievo di contante realizzata presso sportelli bancari diversi da quello della Banca emittente).

Conto Deposito WeBank – Caratteristiche

Il deposito Webank è uno strumento integrativo del conto corrente Webank, ideato per consentire ai propri risparmi di crescere in modo graduale nel tempo, grazie a tassi di interesse vantaggiosi applicati sulle somme versate, in maniera libera o vincolata.

La garanzia del Fondo Interbancario
Le somme depositate sul Conto Webank sono garantite dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: in caso di impossibilità della banca a restituire al correntista tutte o parte delle somme depositate, i versamenti saranno tutelati fino al limite di 100 mila euro.

Il deposito di risparmio libero: tasso allo 0,85%
Il deposito di risparmio libero permetterà infatti alla clientela Webank di poter usufruire di un tasso di interesse calcolato sulla base del tasso ufficiale di riferimento della BCE, maggiorato di 10 basis points, per un totale attualmente fissato all’0,85%.
Trasferimenti immediati e gratuiti tra il deposito e il conto corrente, e l’immediata disponibilità delle somme al termine di ogni operazione di trasferimento, completeranno le caratteristiche di base dell’utilizzo del deposito di risparmio, che può ben rappresentare una gradita e flessibile possibilità in mano alla clientela che desideri far fruttare le somme senza alcun vincolo.

Il deposito di risparmio vincolato: tassi dall’ 1,75% al 3,00%
Chi invece desidera poter conseguire un rendimento più elevato, rinunciando tuttavia all’immediata disponibilità delle somme, può scegliere le soluzioni vincolate del deposito Webank. Le possibilità temporali concesse al cliente dell’istituto di credito online sono quattro, con applicazione di altrettanti, differenti, tassi di interesse:
-Vincolo a 3 mesi: tasso del 1,75%
-Vincolo a 6 mesi: tasso del 2,25%
-Vincolo a 12 mesi: tasso del 2,75%
-Vincolo a 18 mesi: tasso del 3,00%

Tra i principali benefit della scelta tra le linee vincolate, la possibilità di beneficiare di un tasso di interesse fisso per l’intera durata del vincolo, e la possibilità di poter svincolare le somme in qualsiasi momento, e anche per importi parziali, senza pagamento di alcuna penale.

Gli aspetti fiscali e commissionali
Per quanto concerne le ulteriori caratteristiche economiche, segnaliamo la presenza di una ritenuta fiscale del 20% sugli interessi lordi maturati. Gli interessi saranno liquidati alla scadenza del vincolo, con stessa valuta economica.
Non è inoltre previsto un limite minimo di versamento sul deposito Webank, né spese per versamenti, prelevamenti o liquidazione del vincolo.

Conti Deposito e Garanzie

Analizzando un qualsiasi Foglio Informativo si evince che il conto deposito è un prodotto sicuro, confermato peraltro dalle analisi e dalle opinioni espresse dalle diverse Associazioni dei Consumatori come ad esempio Aduc e Altroconsumo.
A tal proposito si evidenzia che esiste tutt’oggi una convenzione tra Altroconsumo ed alcune della maggiori banche che offrono conti deposito. L’accordo prevede, sostanzialmente, una maggiorazione del tasso base a favore di tutti i soci Altroconsumo che decidono di aprire un nuovo conto o che lo hanno già aperto.

Adesione al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi
Tornando all’aspetto della sicurezza, l’unico rischio, al pari delle somme depositate su un comune conto corrente bancario, è quello di controparte: ovvero, il rischio che la banca non sia in grado di rimborsare il saldo disponibile. Tale rischio, tuttavia, è attenuato dall’adesione di tutte le banche, online e classiche, al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, FITD, che assicura ad ogni depositante una copertura fino a 100.000 euro.

La sicurezza del conto di appoggio
Un altro elemento di sicurezza è rappresentato dal fatto che le somme possono transitare solo tra il conto di appoggio e il conto deposito, ovvero tra due conti intestati allo stesso cliente.
In questo caso, l’unico rischio potrebbe essere legato allo smarrimento o al furto dei codici identificativi di accesso al conto, rischio che può essere ridotto al minimo osservando le normali regole di prudenza.

In conclusione, come valutare la sicurezza di un conto deposito ?
Considerando che l’unico rischio è quello di controparte, già attenuato dall’adesione delle banche al FITD, per ridurre ulteriormente il rischio dell’”investimento” bisognerebbe valutare la solidità patrimoniale della banca e cercare di capire quali sono le politiche di investimento adottate, ovvero, in che modo sono investite le somme depositate.

Nella maggior parte dei casi i depositi vengono impiegati per effettuare investimenti a basso rischio, in particolare in Titoli di Stato e Covered Bond, tuttavia è bene valutare il core business della banca a cui vogliamo affidarci ed il suo rating.
Il rating è un punteggio che esprime il grado di solvibilità di una banca, ovvero il suo livello di sicurezza, messo a disposizione dalle società di rating.