Come Scegliere una Banca

Sapevate che il costo del conto corrente medio in Italia è il più alto tra i Paesi dell’Unione Europea?

Secondo BankItalia il costo medio del conto corrente è di circa 120 euro , contro gli 80 euro della Francia, i 65 euro della Germania, i 30 euro della Finlandia e i 10 euro dell’Olanda.

Infatti i costi annui in Italia relativi al conto corrente in linea di massima variano tra i 70 e i 218 : certo, è pur vero che di questi 34,20 sono il bollo di competenza dello Stato, ma il costo è comunque indubbiamente molto elevato.

Ha quindi senso parlare della “…mia banca di fiducia…”, o forse è meglio imparare a conoscere meglio quel soggetto a cui affidiamo i nostri sudati soldini?

Certo l’aspetto costi è assolutamente importante, soprattutto tenendo presente che esistono ottimi servizi di conto corrente online a costo zero, tuttavia è importante anche valutare i servizi che ci vengono offerti.

Questa sezione nasce con lo scopo di supportare nella scelta della BANCA e dei servizi più convenienti o più adatti alle proprie esigenze.

Come scegliere la banca?

Quali sono le principali aree di criticità evidenziate dai clienti delle Banche ?

Come evidenzia l’indagine riportata, i principali motivi di insoddisfazione dei clienti sono
i costi troppo elevati rispetto ai benefici o servizi erogati
l’eccessivo avvicendamento del personale di sportello
la qualità dei consigli ricevuti
la trasparenza delle condizioni, dei costi, e del materiale informativo.

Molto spesso il nostro primo approccio con una Banca avviene tramite l’apertura di un conto corrente.

Come Diventare un Traduttore

Numerosi sono i ragazzi che scelgono di cimentarsi nel mondo delle lingue per poter lavorare come traduttori internazionali. Coloro che vogliono intraprendere questo percorso, possono scegliere diverse strade, ognuna di queste in grado di offrire grandi vantaggi.

Chiunque voglia scegliere questo percorso professionale, infatti, può decidere di lavorare come traduttore presso le istituzioni europee come ad esempio Commissione, Parlamento e Consiglio Europeo sotto forma di funzionario statale, oppure cimentarsi nella libera professione.

Ma quali sono le principali strategie per poter lavorare come traduttore?

Iniziamo con il dire che, coloro che vogliono intraprendere la carriera di funzionario presso le istituzioni governative e statali, dovranno sottoporsi alla lunga trafila dei concorsi i cui bandi possono essere tranquillamente rintracciati sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee oppure sui quotidiani nazionali. Ricordiamo che per accedere ai concorsi l’età massima è di 45 anni.

Sicuramente chi vuole lavorare come traduttore all’interno di contesti statali, dovrà affrontare un percorso più arduo rispetto a chi sceglierà di seguire la strada della libera professione, argomento su cui è possibile vedere questa guida sul sito Professioniecarriere.com.

Ma in cosa consiste il concorso per traduttori? Iniziamo con il dire che, come tutti i concorsi pubblici, “l’esame” si basa su due prove, una scritta ed una orale. Il percorso solitamente è molto lungo e tal volta può arrivare raggiungere addirittura durate pari a 12 mesi, anche se mediamente un concorso ha una durata media che va dagli 8 ai 10 mesi.

Una volta superata la prova scritta, si passa a quella orale, nel caso in cui si dovessero superare entrambe le prove, l’aspirante traduttore viene inserito in una lista di priorità e solo in base alla graduatoria in questione saranno poi assegnati i posti disponibili.

Al momento dell’assunzione, si ricopre il grado più basso della carriera di funzionario, così come previsto dalla legislazione. Ricordiamo che i concorsi per traduttori solitamente si svolgono mediamente ogni tre anni.

Lavorare come traduttore da libero professionista, come già ribadito in precedenza, presuppone un percorso più agevole, basta infatti essere in possesso di alcuni requisiti quali
Averr conseguito una laurea, preferibilmente in Lingue Internazionali
Essere cittadino di uno dei Paesi dell’Unione Europea.

Si tratta quindi di una possibilità interessante.

Carta di Debito – Come Funziona

La semplicità e la comodità di utilizzo di strumenti di pagamento alternativi alla moneta hanno favorito la progressiva diffusione delle carte di debito e delle carte di credito.

Le due tipologie di carte presentano funzionalità complementari: mentre la carta di debito svolge esclusivamente una funzione di natura monetaria, la carta di credito presenta anche funzionalità di tipo creditizio.

La carta di debito è costituita da una tessera con banda magnetica e microprocessore, e si caratterizza per la presenza di un codice (PIN ‑ Personal Identification Number). Tale carta consente al detentore di effettuare operazioni di pagamento e di prelievo di contante, esclusivamente a fronte della liquidità disponibile sul conto corrente bancario. Tipici esempi sono le carte BANCOMAT, POSTAMAT, e carte ricaricabili in genere.

Presso gli sportelli automatici (ATM) la carta di debito viene utilizzata per interagire con la propria Banca
effettuare prelievi di denaro contante
impartire ordini di pagamento
effettuare ricariche telefoniche
richiedere informazioni sulla situazione del proprio conto (verifica saldo, stampa dell’estratto conto)
inviare comunicazioni alla Banca stessa.
Presso i punti di vendita la funzione della carta è esclusivamente monetaria in quanto, attraverso i POS (Point Of Sale), il suo utilizzo consente di effettuare un pagamento con l’addebito diretto del conto corrente dell’acquirente e l’accredito contestuale del conto del venditore.

Il costo della carta di debito è rappresentato dalla quota annuale, dalle spese di scrittura di ogni operazione in conto corrente, e dagli eventuali costi aggiuntivi (es. un numero limitato di operazioni gratuite, oppure l’addebito di una commissione su ogni operazione di prelievo di contante realizzata presso sportelli bancari diversi da quello della Banca emittente).

Conto Deposito WeBank – Caratteristiche

Il deposito Webank è uno strumento integrativo del conto corrente Webank, ideato per consentire ai propri risparmi di crescere in modo graduale nel tempo, grazie a tassi di interesse vantaggiosi applicati sulle somme versate, in maniera libera o vincolata.

La garanzia del Fondo Interbancario
Le somme depositate sul Conto Webank sono garantite dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: in caso di impossibilità della banca a restituire al correntista tutte o parte delle somme depositate, i versamenti saranno tutelati fino al limite di 100 mila euro.

Il deposito di risparmio libero: tasso allo 0,85%
Il deposito di risparmio libero permetterà infatti alla clientela Webank di poter usufruire di un tasso di interesse calcolato sulla base del tasso ufficiale di riferimento della BCE, maggiorato di 10 basis points, per un totale attualmente fissato all’0,85%.
Trasferimenti immediati e gratuiti tra il deposito e il conto corrente, e l’immediata disponibilità delle somme al termine di ogni operazione di trasferimento, completeranno le caratteristiche di base dell’utilizzo del deposito di risparmio, che può ben rappresentare una gradita e flessibile possibilità in mano alla clientela che desideri far fruttare le somme senza alcun vincolo.

Il deposito di risparmio vincolato: tassi dall’ 1,75% al 3,00%
Chi invece desidera poter conseguire un rendimento più elevato, rinunciando tuttavia all’immediata disponibilità delle somme, può scegliere le soluzioni vincolate del deposito Webank. Le possibilità temporali concesse al cliente dell’istituto di credito online sono quattro, con applicazione di altrettanti, differenti, tassi di interesse:
-Vincolo a 3 mesi: tasso del 1,75%
-Vincolo a 6 mesi: tasso del 2,25%
-Vincolo a 12 mesi: tasso del 2,75%
-Vincolo a 18 mesi: tasso del 3,00%

Tra i principali benefit della scelta tra le linee vincolate, la possibilità di beneficiare di un tasso di interesse fisso per l’intera durata del vincolo, e la possibilità di poter svincolare le somme in qualsiasi momento, e anche per importi parziali, senza pagamento di alcuna penale.

Gli aspetti fiscali e commissionali
Per quanto concerne le ulteriori caratteristiche economiche, segnaliamo la presenza di una ritenuta fiscale del 20% sugli interessi lordi maturati. Gli interessi saranno liquidati alla scadenza del vincolo, con stessa valuta economica.
Non è inoltre previsto un limite minimo di versamento sul deposito Webank, né spese per versamenti, prelevamenti o liquidazione del vincolo.

Conti Deposito e Garanzie

Analizzando un qualsiasi Foglio Informativo si evince che il conto deposito è un prodotto sicuro, confermato peraltro dalle analisi e dalle opinioni espresse dalle diverse Associazioni dei Consumatori come ad esempio Aduc e Altroconsumo.
A tal proposito si evidenzia che esiste tutt’oggi una convenzione tra Altroconsumo ed alcune della maggiori banche che offrono conti deposito. L’accordo prevede, sostanzialmente, una maggiorazione del tasso base a favore di tutti i soci Altroconsumo che decidono di aprire un nuovo conto o che lo hanno già aperto.

Adesione al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi
Tornando all’aspetto della sicurezza, l’unico rischio, al pari delle somme depositate su un comune conto corrente bancario, è quello di controparte: ovvero, il rischio che la banca non sia in grado di rimborsare il saldo disponibile. Tale rischio, tuttavia, è attenuato dall’adesione di tutte le banche, online e classiche, al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, FITD, che assicura ad ogni depositante una copertura fino a 100.000 euro.

La sicurezza del conto di appoggio
Un altro elemento di sicurezza è rappresentato dal fatto che le somme possono transitare solo tra il conto di appoggio e il conto deposito, ovvero tra due conti intestati allo stesso cliente.
In questo caso, l’unico rischio potrebbe essere legato allo smarrimento o al furto dei codici identificativi di accesso al conto, rischio che può essere ridotto al minimo osservando le normali regole di prudenza.

In conclusione, come valutare la sicurezza di un conto deposito ?
Considerando che l’unico rischio è quello di controparte, già attenuato dall’adesione delle banche al FITD, per ridurre ulteriormente il rischio dell’”investimento” bisognerebbe valutare la solidità patrimoniale della banca e cercare di capire quali sono le politiche di investimento adottate, ovvero, in che modo sono investite le somme depositate.

Nella maggior parte dei casi i depositi vengono impiegati per effettuare investimenti a basso rischio, in particolare in Titoli di Stato e Covered Bond, tuttavia è bene valutare il core business della banca a cui vogliamo affidarci ed il suo rating.
Il rating è un punteggio che esprime il grado di solvibilità di una banca, ovvero il suo livello di sicurezza, messo a disposizione dalle società di rating.