Come Aprire un’Azienda Agricola

Se desideri aprire un’azienda agricola, vorrai praticare probabilmente coltivazione oppure allevamento di animali e attività connesse. Non é facile identificare i principali passaggi da seguire per aprire questo tipo di attività e con queste brevi indicazioni ti daremo dei suggerimenti.

Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attivita’ che sono la prerogativa di un’attività agricola. Puoi occuparti di un intero ciclo biologico, per esempio allevamento di animali dalla nascita fino all’età adulta, oppure solo di una fase, per esempio la nascita di pulcini.

Dovrai innanzitutto aprire la partita Iva presso la locale Agenzia delle Entrate. Infatti se supererai i 5000 euro all’anno aprire la partita IVA è obbligatorio, e se desideri iniziare un’attività probabilmente non vuoi scendere al di sotto di tale soglia. Se pensi di superare il volume d’affari di 7.000 euro l’anno sarà necessario iscriverti anche al Registro delle Imprese della locale Camera di Commercio.

Se desideri acquistare dei terreni per l’esercizio dell’attività agricola, potrai utilizzare i benefici fiscali previsti per l’Imprenditore Agricolo Professionale o per il coltivatore diretto, chiedi informazioni in merito a queste agevolazioni al patronato della tua città oppure al tuo commercialista.

Lavorare Come Crowd Worker

Non è semplice pensare di trasformare in mestiere questa sempre più popolare forma di lavoro collaborativo, ma nuovi studi di settore suggeriscono che diventare crowd worker presto non sarà più un’utopia. Anzi, in molti casi il crowdsourcing si è già trasformato per le aziende in un nuovo modello di business fondato sulla collaborazione tra risorse esterne e risorse interne e, per i freelance, nella possibilità di lavorare in un mercato globale.

I ricercatori della Carnegie Mellon University ritengono che l’industria del crowdsourcing sia in crescita e con essa si complicheranno anche le questioni che riguardano le condizioni della collaborazione.

Amazon Mechanical Turk è un esempio eclatante di fornitore di grandi dimensioni che usa il crowd work nell’ambito della Human Intelligence Tasks coinvolgendo più di 500 mila lavoratori di più di 190 paesi.

Eppure, non ci sono requisiti di salario minimo per l’industria crowdsourcing: i ricercatori temono che potrebbe condurre allo sfruttamento massiccio della forza lavoro nel mondo digitale. Tale mancanza di norme e l’abuso delle opportunità offerte da questo fenomeno modifica l’essenza stessa del crowdsourcing che si basava, almeno fino a qualche tempo fa, sull’idea di unire i contributi intellettuali volontari in modo libero e con approccio costruttivo.

Il docente Aniket Kittur sostiene che gran parte dei posti di lavoro, circa il 20%, potrebbe basarsi sul crowdsourcing negli anni a venire. E’ per questo che il fenomeno va definito, regolamentato e controllato.

Diventare Commercialista

Il commercialista è un libero professionista, esperto in diritto commerciale, che si occupa di fornire assistenza a privati o aziende nel campo fiscale, tributario, economico, contabile, societario, contrattuale, condominiale, consulenza del lavoro, procedure concorsuali (fallimenti) ecc. Ma come si pu0 diventare commercialista? Impegnarsi e mostrare di avere carattere può essere un ottimo inizio.

Difatti non tutti sanno che, per essere commercialista, la conoscenza e la competenza a volte non bastano. Bisogna essere pratici, avere un approccio costruttivo ed avere la propensione allo studio. Un commercialista infatti non potrà mai cullarsi sugli allori. L’introduzione di nuove norme, di nuove modalità di accesso a finanziamenti, le normative nazionali ed internazionali sono pane quotidiano per chi vuole diventare un buon commercialista. Come prima cosa dovrà leggere giornali, riviste specializzate, libri, in altre parole deve sempre aggiornarsi, specialmente nella materia fiscale, che si evolve continuamente.

Insomma è il caso di dirlo: per il commercialista gli esami non finiscono mai! Dopo il corso di laurea in Economia e Commercio, il dottore commercialista, dovrà fare 3 anni di pratica professionale presso un libero professionista iscritto all’albo.
Quindi ci si iscrive all’Elenco dei Praticanti, tenuto presso l’ordine professionale. Dopo la pratica, periodicamente certificata, ci si deve preparare per affrontare gli esami di abilitazione.

Il percorso per diventare commercialista può sembrare lungo e faticoso, in realtà lo è molto più di quanto si possa immaginare.
L’esame di abilitazione è, per ogni futuro commercialista, un’odissea. La commissione è formata da giudici e commercialisti di successo. L’esame è difficile e molto selettivo (3 prove scritte e 1 prova orale). Solitamente a superare l’esame per diventare commercialista è, all’incirca, il 15% dei candidati. Come se non bastasse, se l’esame non viene superato, bisogna aspettare un anno per poterlo risostenere.

Per maggiori dettagli sul percorso da seguire è possibile vedere anche questa guida su come diventare un commercialista che è abbastanza dettagliata.

Come Funziona il Coworking

Questa settimana parliamo di coworking. L’argomento è attualissimo e si presta a studi, riflessioni e aggiornamenti continui.

Il coworking nasce quando professionisti con competenze diverse decidono di condividere spazi e strumenti di lavoro per sperimentare, consapevolmente o inconsapevolmente, un nuovo modello professionale basato sullo scambio e sulla collaborazione.

La nascita del termine si fa risalire al 2005, quando il programmatore Brand Neuberg decise di mettersi in proprio lasciando il suo impiego in una multinazionale e di condividere uno spazio per rendere più stimolante il proprio lavoro. Scrisse nel suo blog: “Questa è la prima settimana di coworking (ambiente di lavoro condiviso), un progetto su cui sto lavorando“. Così nacque Spiral Muse, uno spazio di lavoro in comune per i freelance (con otto scrivanie, una cucina, una stanza per meditazione e massaggi) che ebbe però vita breve: dopo solo un anno lo spazio chiuse. Ma il coworking nel frattempo aveva iniziato a diffondersi facendosimotore propulsivo di iniziative e business innovativi nati dalla collaborazione e dalla creatività, frutto di legami professionali sbocciati in ambienti di lavoro condivisi e ben organizzati, progettati ad hoc.

Il fenomeno è ormai diffuso su larga scala, diventando anche una formula di lotta agli sprechi in tempi di crisi: questo modello sostenibile permette, infatti, di risparmiare sulle spese tradizionali di mantenimento di un ufficio.

Come Registrare Fattura di Vendita

Se sei uno studente di ragioneria, avrai studiato l’azienda e la sua struttura organica, partendo dalla persona dell’imprenditore fino all’insieme dei beni e persone che la compongono. Ma è possibile che lo scoglio più duro tu l’abbia trovato in sede di contabilità delle operazioni di acquisto e vendita. In questa guida, ti aiuterò a superare tale ostacolo, concentrandoci sulle scritture contabili derivanti da una fattura di vendita.

Hai difficoltà nel rilevare e registrare le fatture di vendita e tra qualche giorno dovrai sostenere il compito di ragioneria? D seguito ti spiegherò mediante esempio pratico, come risolvere questo inconveniente e superare l’esame brillantemente! Dunque, per prima cosa, devi sapere che la fattura di vendita rappresenta un documento che si inserisce all’interno della gestione ordinaria dell’impresa e si compone di una parte contabile e di una extracontabile.

Tizio (che ha un’impresa di giocattoli) vende a Caio 15 bambole al prezzo totale di € 200,00 più IVA al 20%. Il regolamento può avvenire o a mezzo contanti o a mezzo Banca. Registriamo questo fatto aziendale dal lato dell’imprenditore Tizio. Dunque, ai fini contabili, dovrai aprire 3 mastrini: il mastrino delle merci c/vendita, il mastrino dell’IVA, crediti v/clienti.
Leggi anche: Come Si Registra Una Fattura Di Acquisto Merci Intracomunitaria (CLICCA QUI)

Nel primo mastrino, avrai in AVERE il valore delle merci (al netto dell’IVA), quindi € 200,00, perché è ricavo. Il conto è dunque di natura economica. Nel secondo mastrino, avrai in AVERE il valore dell’IVA (€40,00) in quanto rileva il debito che Tizio ha verso l’Erario: è un conto di natura patrimoniale. Nel terzo mastrino avrai in DARE l’importo totale (€240,00) poiché è un credito che Tizio vanta verso Caio, anche questo è un conto patrimoniale.

Quando Caio effettuerà a Tizio il pagamento mediante CASSA (o BANCA), dovrai: aprire il mastrino della cassa (o banca), chiudere il mastrino dei crediti v/clienti. Nel primo mastrino, avrai in DARE l’importo pagato dal cliente (€ 240,00), in quanto variazione finanziaria attiva che aumenta la disponibilità di liquidità. Nel secondo mastrino, chiuderai in AVERE l’importo del credito (€ 240,00) e il saldo sarà pari a zero perché il cliente avrà saldato il suo debito.

A questo punto dovrai solo redigere in partita doppia la seguente scrittura di ricezione del pagamento, non trascurando l’elemento importante quale la data dell’operazione: CASSA (o BANCA) a CLIENTI/CAIO € 240,00 L’importo di € 240,00 va in DARE perché il credito si è manifestato in cassa o sul conto corrente bancario. Il conto CLIENTI/CAIO va in AVERE perché Caio salda il suo debito mediante pagamento in contanti o per banca.