Siti per chi Cerca Lavoro

La rete è uno degli strumenti più utili per chi cerca lavoro.
In questa guida mettiamo a disposizione una lista di siti che possono essere molto utili per trovare offerte di lavoro e per candidarsi direttamente per lavorare con le aziende più importanti.

Per quanto riguarda le offerte di lavoro, il punto di partenza non può che essere Infojobs.
Si tratta infatti del principale sito del settore in Italia, su cui sono presenti offerte di lavoro di tutti i tipi.
Il sito permette di effettuare ricerche tra gli annunci e di registrarsi, in modo da potere poi rispondere con il curriculum caricato sul sito.

Subito.it è conosciuto come sito generico di annunci, propone però anche un grande numero di offerte di lavoro.
Gli annunci sono divisi in base alla zona, è quindi semplice individuare le offerte di lavoro della propria zona.

Molto spesso le aziende pubblicano gli annunci di lavoro direttamente sul proprio sito. Il sito Lavorareconnoi.com mette a disposizione guide con informazioni su dove trovare le pagine Lavora con noi delle varie aziende e su come candidarsi alle offerte di lavoro.

Parlando di lavoro, è importante fare riferimento a Linkedin. Il social network dedicato al lavoro offre infatti diverse opportunità interessanti. Per iniziare, troviamo una sezione dedicata agli annunci di lavoro. Inoltre, grazie ai propri contatti, è possibile venire a conoscenza di offerte di lavoro.

Per chi esegue lavori in proprio, Freelancer.com rappresenta uno strumento utile, specialmente nel settore tecnologico. Si tratta di un sito internazionale in cui è possibile trovare numerose offerte di lavoro destinate principalmente a sviluppatori.

Come Registrare in Partita Doppia

La guida persegue lo scopo di spiegare, nel modo più semplice possibile, come vengono effettuate le registrazioni relative ai “fatti contabili” di un’impresa attraverso il metodo della “partita doppia”. Esso è il metodo maggiormente utilizzato nella contabilità ed è considerato uno “scoglio” per molti studenti di ragioneria.

Per registrare un fatto economico o finanziario attraverso la partita doppia,devi innanzitutto disegnare una grossa “T”; la sezione sinistra di questa “T” viene nominata “dare”, mentre la destra “avere”. E’ molto importante tenere a mente che i termini utilizzati, “dare” e “avere”, sono dei semplici nomi che vengono date alle due sezioni della partita doppia e nulla hanno a che fare con il significato che essi hanno nel linguaggio comune. Infatti, attribuendo il significato semantico ad essi, potresti incorrere in errori durante la registrazione di un “fatto”.

I fatti di gestione sono esaminati sotto un duplice profilo: 1) quello “finanziario”, relativo ad entrate ed uscite di denaro in cassa e ad incrementi o decrementi di debiti e crediti; 2) quello “economico”, relativo a variazioni di costi e ricavi e a variazioni di capitale netto. I conti finanziari possono consistere in: variazioni finanziarie attive e variazioni finanziarie passive. Le variazioni finanziarie attive consistono in entrate di cassa, aumenti di crediti e diminuzione di debiti; essi vanno registrate nella sezione “DARE” (quindi a sinistra della “T”).

Le variazioni finanziarie passive consistono in uscite di cassa,diminuzione di crediti, aumenti di debiti; esse vanno registrate nella sezione “AVERE”(quindi a destra della “T”). Per quanto riguarda iconti economici, essi possono consistere in variazioni economichepositive ai ricavi) o in variazioni economiche negative (relative acosti). Le variazioni economiche positive vanno in “AVERE”, quelle negative vanno in “DARE”.

Principio fondamentale in contabilità è quello secondo il quale ogni fatto di gestione genera contemporaneamente una variazione di “DARE” ed una di “AVERE” in modo tale che la somma di tutte le attività deve essere uguale alla somma di tutte le passività il capitale netto. Per esempio, se un imprenditore acquista della merce per 100€, egli avrà sì una spesa pari a 100€ che determinerà una diminuzione della “cassa” (e quindi è una passività), ma nello stesso tempo, la merce che verrà acquistata e che verrà messa in magazzino in attesa di essere venduta rappresenta un’attività per 100€ (lo stesso valore pagato dall’imprenditore per acquistare la merce). Quindi avremo una variazione nelle attività ed una nelle passività.

Procediamo ora con un esempio: l’imprenditore X acquista 1000€ di merce (non paga subito la merce, quindi sorge un debito nei confronti dei fornitori); successivamente paga i fornitori. Rivende infine la merce per 2000€ (in questo caso supponiamo che gli acquirenti paghino immediatamente ed in contanti). Riportiamo queste tre semplici operazioni in partita doppia (lasciando perdere qualsiasi riferimento temporale).

La prima operazione comporta due eventi: uno che interessa leattività ed uno che interessa le passività: la merce, del valore di1000€, rappresenta un’attività per l’imprenditore che va inserita in”DARE”, conseguentemente, l’imprenditore ha acceso un debito di 1000€(che consiste ad una variazione finanziaria passiva) che quindi va inAVERE. Avremo una posta di 1000€ in “dare” (rappresentata dalla merce)ed una dello stesso valore in avere (rappresentata dal debito).

Laseconda operazione si divide anch’essa in due “fatti”: 1. unadiminuzione di cassa dovuta all’esborso dei 1000€ (che quindi va inAVERE); 2. una diminuzione del debito (che viene completamente saldato)che quindi va in DARE. La terza operazione comporta da una partel’aumento della cassa di 2000€ (e quindi va in DARE) e dall’altra unadiminuzione della merce in magazzino (del valore di 1000€) che va in AVERE.

Molto semplice.

Come Aprire un’Azienda Agricola

Se desideri aprire un’azienda agricola, vorrai praticare probabilmente coltivazione oppure allevamento di animali e attività connesse. Non é facile identificare i principali passaggi da seguire per aprire questo tipo di attività e con queste brevi indicazioni ti daremo dei suggerimenti.

Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attivita’ che sono la prerogativa di un’attività agricola. Puoi occuparti di un intero ciclo biologico, per esempio allevamento di animali dalla nascita fino all’età adulta, oppure solo di una fase, per esempio la nascita di pulcini.

Dovrai innanzitutto aprire la partita Iva presso la locale Agenzia delle Entrate. Infatti se supererai i 5000 euro all’anno aprire la partita IVA è obbligatorio, e se desideri iniziare un’attività probabilmente non vuoi scendere al di sotto di tale soglia. Se pensi di superare il volume d’affari di 7.000 euro l’anno sarà necessario iscriverti anche al Registro delle Imprese della locale Camera di Commercio.

Se desideri acquistare dei terreni per l’esercizio dell’attività agricola, potrai utilizzare i benefici fiscali previsti per l’Imprenditore Agricolo Professionale o per il coltivatore diretto, chiedi informazioni in merito a queste agevolazioni al patronato della tua città oppure al tuo commercialista.

Lavorare Come Crowd Worker

Non è semplice pensare di trasformare in mestiere questa sempre più popolare forma di lavoro collaborativo, ma nuovi studi di settore suggeriscono che diventare crowd worker presto non sarà più un’utopia. Anzi, in molti casi il crowdsourcing si è già trasformato per le aziende in un nuovo modello di business fondato sulla collaborazione tra risorse esterne e risorse interne e, per i freelance, nella possibilità di lavorare in un mercato globale.

I ricercatori della Carnegie Mellon University ritengono che l’industria del crowdsourcing sia in crescita e con essa si complicheranno anche le questioni che riguardano le condizioni della collaborazione.

Amazon Mechanical Turk è un esempio eclatante di fornitore di grandi dimensioni che usa il crowd work nell’ambito della Human Intelligence Tasks coinvolgendo più di 500 mila lavoratori di più di 190 paesi.

Eppure, non ci sono requisiti di salario minimo per l’industria crowdsourcing: i ricercatori temono che potrebbe condurre allo sfruttamento massiccio della forza lavoro nel mondo digitale. Tale mancanza di norme e l’abuso delle opportunità offerte da questo fenomeno modifica l’essenza stessa del crowdsourcing che si basava, almeno fino a qualche tempo fa, sull’idea di unire i contributi intellettuali volontari in modo libero e con approccio costruttivo.

Il docente Aniket Kittur sostiene che gran parte dei posti di lavoro, circa il 20%, potrebbe basarsi sul crowdsourcing negli anni a venire. E’ per questo che il fenomeno va definito, regolamentato e controllato.

Diventare Commercialista

Il commercialista è un libero professionista, esperto in diritto commerciale, che si occupa di fornire assistenza a privati o aziende nel campo fiscale, tributario, economico, contabile, societario, contrattuale, condominiale, consulenza del lavoro, procedure concorsuali (fallimenti) ecc. Ma come si pu0 diventare commercialista? Impegnarsi e mostrare di avere carattere può essere un ottimo inizio.

Difatti non tutti sanno che, per essere commercialista, la conoscenza e la competenza a volte non bastano. Bisogna essere pratici, avere un approccio costruttivo ed avere la propensione allo studio. Un commercialista infatti non potrà mai cullarsi sugli allori. L’introduzione di nuove norme, di nuove modalità di accesso a finanziamenti, le normative nazionali ed internazionali sono pane quotidiano per chi vuole diventare un buon commercialista. Come prima cosa dovrà leggere giornali, riviste specializzate, libri, in altre parole deve sempre aggiornarsi, specialmente nella materia fiscale, che si evolve continuamente.

Insomma è il caso di dirlo: per il commercialista gli esami non finiscono mai! Dopo il corso di laurea in Economia e Commercio, il dottore commercialista, dovrà fare 3 anni di pratica professionale presso un libero professionista iscritto all’albo.
Quindi ci si iscrive all’Elenco dei Praticanti, tenuto presso l’ordine professionale. Dopo la pratica, periodicamente certificata, ci si deve preparare per affrontare gli esami di abilitazione.

Il percorso per diventare commercialista può sembrare lungo e faticoso, in realtà lo è molto più di quanto si possa immaginare.
L’esame di abilitazione è, per ogni futuro commercialista, un’odissea. La commissione è formata da giudici e commercialisti di successo. L’esame è difficile e molto selettivo (3 prove scritte e 1 prova orale). Solitamente a superare l’esame per diventare commercialista è, all’incirca, il 15% dei candidati. Come se non bastasse, se l’esame non viene superato, bisogna aspettare un anno per poterlo risostenere.

Per maggiori dettagli sul percorso da seguire è possibile vedere anche questa guida su come diventare un commercialista che è abbastanza dettagliata.