Come Fare Forex con Supporti e Resistenze

Vi siete mai chiesti qual è il modo migliore per determinare la direzione del prezzo nel mercato? Ci sono molti strumenti a disposizione di ogni trader, tra cui indicatori tecnici e strategie, la maggior parte di essi sono molto soggettivi in termini di utilità per cui non è detto che se un trader ha successo con essi, tutti possano averlo.

A questo punto è normale chiedersi qual è lo strumento migliore per determinare il trend di mercato. Dato che il funzionamento del mercato non è un gioco, è meglio usare qualcosa di oggettivo e di preciso, quindi per prima cosa occorre tenere la strategia di trading il più semplice possibile, in maniera che anche il livello di obiettività possa essere elevato.

Due tra gli strumenti più oggettivi in assoluto sono il supporto e la resistenza, in combinazione con l’azione dei prezzi (price action).

L’obiettivo di supporti e resistenze è, infatti, farci avere un prezzo al di sotto o al di sopra del quale il movimento attuale di una data coppia di valute (o di una commodity) non potrà andare.

Attenzione però che un buon livello di supporto e resistenza deve rispettare alcune regole ben precise:

Il prezzo deve essere respinto almeno due volte
Più volte un prezzo viene respinto e più il livello è importante
I rifiuti di prezzo più recenti sono più importanti di quelli meno recenti
Per cercare di determinare la direzione del mercato usando questi strumenti, dobbiamo concentrarci sui grafici di lungo termine, ad esempio quello a 4 ore.

A questo punto bisogna cercare di trovare un buon livello di supporto o di resistenza e agire di conseguenza.

Ipotizziamo che il prezzo scenda e che rimbalzi contro un buon supporto, ed ipotizziamo anche che tale supporto abbia agito da rimbalzo per quattro volte ormai, questo lo caratterizza come un buon livello. Dobbiamo pertanto attendere il movimento del prezzo (la price action) e vedere se c’è una nuova respinta, nel qual caso possiamo andare “long”, oppure una rottura del prezzo di supporto, nel qual caso dobbiamo andare “short”.

Lo stesso discorso, ovviamente a parti invertite, vale anche nel caso di una resistenza.

Il concetto di supporto e di resistenza, oltre che quello di price action, può essere applicato praticamente con ogni coppia di valute, incluse quelle meno volatili, anche se permette di avere risultati migliori tanto più alta è la volatilità.

Come Investire in Modo Sicuro

Ci si chiede se sia possibile investire i propri risparmi in titoli azionari sicuri, senza correre rischi di ingenti perdite sul valore di mercato delle stesse azioni. La risposta non è, purtroppo affatto semplice. Le azioni sicure non esistono, e il rischio di subire – soprattutto nel breve termine – delle brutte sorprese è sempre dietro l’angolo. Investire in azioni i risparmi personali equivale pertanto a una sostanziale “scommessa”, consigliata pertanto non a tutti gli investitori.

Il cassettista sta scomparendo. Per tale si intendeva l’investitore che comprava azioni mantenendole nel lunghissimo periodo, con attenzione quasi esclusiva all’importo del dividendo. Le caratteristiche delle azioni ambite dai cassettisti sono (erano) azioni di società ad altissima capitalizzazione (come ad esempio Enel o Eni), facilmente scambiabili, e conservate nel portafoglio titoli fino a quando la dismissione si rende necessaria per soddisfare altre esigenze di natura personale.
Cassettisti: strategia ancora valida?

Sulla base di quanto sopra ricordato, ci si potrebbe ben domandare se la strategia dei cassettisti sia o meno ancora valida. Le crisi dei mercati azionari hanno messo a dura prova la pazienza degli investitori, sollevando timori sul valore di mercato degli stessi titoli. In linea di massima, comunque, la strategia “cassettista” potrebbe essere ancora soddisfacente, visto e considerato che l’orizzonte temporale di un investimento azionario necessita di un’estensione che solitamente si aggira in (almeno) 5-7 anni.
Selezionare i titoli “sicuri”

Ma allora è proprio impossibile trovare delle azioni “sicure”? Non proprio. Diciamo che esistono dei metodi, più o meno comprovati sul lungo periodo, che possono o meno fornire una utile guida per il conseguimento di una strategia disciplinare congrua con l’obiettivo di investire in azioni senza correre rischi eccessivi.
Alcuni di queste linee guida sono relative a differenti aspetti quantitativi sui bilanci societari e sull’andamento di mercato dei titoli. Per esempio, è possibile scremare le azioni escludendo quelle con un rapporto tra prezzo e utili inferiore a 15, oppure scegliere solo quelle appartenenti a società con capitalizzazione elevata o che abbiano un return on investment, relativamente a cui è possibile vedere questa guida sul ROI su Dizionarioeconomico.com, piuttosto elevato, o ancora siano contraddistinte da un rapporto di indebitamento inferiore alla media.

Per agire da cassettista, inoltre, è necessaria una ferrea disciplina, evitando di allarmarsi ogni qual volta il prezzo del titolo scenda improvvisamente nel breve periodo, e “ricordandosi” del valore di mercato dell’azione solo dopo qualche anno dall’originario acquisto.

Come Funziona l’Indice Choppiness

L’Indice choppiness utilizza una scala tra 0 e 100. In genere, poi, utilizza, rispettivamente, bande superiori e inferiori a 61,8 e 38,2

Sviluppato da EW Dreiss, l’indice choppiness è stato progettato per essere un modo semplice ma concreto per aiutare il trader a determinare se i prezzi di mercato sono un trend o un operazione di consolidamento. Esso è simile all’ADX (che è anche progettato per valutare la forza di una tendenza e determina se il mercato è in trend o in consolidamento), tuttavia, Dreiss ritiene che l’Indice choppiness sia superiore, per qualità, agli altri due indicatori.
L’Indice choppiness utilizza una scala tra 0 e 100. In genere, poi, utilizza, rispettivamente, bande superiori e inferiori a 61,8 e 38,2. L’Indice choppiness è costruito calcolando la prima vera gamma per ogni periodo e sommando tali valori su n-periodi. In secondo luogo, poi, calcola il valore più alto e più basso e anche il valore elevato verso il basso su n-periodi, calcolandone in seguito la loro differenza. Terzo, si divide la somma dei vari intervalli e si calcola il logaritmo sulla base 10 del valore. Infine, si divide questo valore per il logaritmo in base 10 di n-periodi e si moltiplica il risultato per 100.

Interpretazione del metodo Choppiness

L’Indice choppiness non determina in quale direzione il mercato si sta muovendo. La sua premessa di base è che, più pesantemente il mercato è in trend negli ultimi n-periodi, più vicino sarà a zero l’indice choppiness. E, in questo caso, più pesantemente il mercato si starà consolidando (cioè lo spostamento laterale si rivelerà essere “troppo veloce”) è più gli ultimi n- Periodi si riveleranno essere vicini a 100 nell’indice choppiness.
I valori choppiness Index superiori a 61,8 indicano che il mercato è “mosso” (cioè lo spostamento laterale e il consolidamento sono avvenuti). I valori più elevati si verificano in genere durante /dopo una fase di forte consolidamento. Valori più elevati potrebbero anche essere interpretati come un segnale di avvertimento di possibili imminenti sblocchi; dopo che si è verificato un consolidamento significativo.
Quando i valori dell’Indice choppiness sono inferiori a 38,2 indicano che il mercato è probabilmente in trend. I valori più bassi si verificano in genere durante / dopo una fase di forte trend. I valori più bassi potrebbero anche essere interpretati come un segnale di potenziale consolidamento imminente del choppiness, dopo che si è verificata una fase di forte tendenza.

Forex e Successo – Informazioni Utili

Il mercato del forex è influenzato in maniera forte da tutta una serie di dati economici e fondamentali che vanno a modificare il valore delle valute l’una nei confronti dell’altra.

La chiave per rendere il flusso di lavoro più fluido è la comprensione che tutti i mercati sono collegati. Non si può semplicemente guardare i mercati valutari e basta, è necessario disporre di una presa di coscienza di tutti i mercati. La comprensione di queste sinergie di mercato guida gli operatori professionali relativamente al quando rimanere fuori dal mercato e quando commerciare.

La realtà è che non ci sono veri e propri segreti per la negoziazione sui mercati valutari. Le cose principali che separano i pro dai dilettanti sono l’educazione e l’esperienza, che sono a disposizione di qualsiasi commerciante al dettaglio senza cercare soluzioni rapide o formule magiche.

Ogni professionista dovrebbe essere in grado di sapere semplicemente perché si aspetta di fare soldi dai mercati. Un trader dovrebbe concentrarsi sui fattori che sono sotto il suo controllo e potrebbe ruotare intorno a particolari dei segnali grafico, a determinati eventi o ad appositi metodi di gestione del denaro.

Un aspetto importante di un trading di successo è legato alle capacità di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione. Oltre alle interfacce di trading aggiornate al minuto (analisi tecnica), i commercianti attingono all’analisi qualitativa, alle fonti informative esterne (qualsiasi fonte di informazione potenzialmente utile) e a tutto ciò che bisogna fare per poter investire al meglio. Solo così sarà possibile cercare di prevedere correttamente il mercato.

Un altro fattore che tutti i commercianti al dettaglio dovrebbero tenere a mente è che il successo come operatore non è misurato dal solo profitto, ma va confrontati e “pesato” anche con la quantità di capitale investito e con i rischi che corrono per avere gli eventuali utili che si riescono ad ottenere.

Ecco dunque che è importante valutare tutto quello che è legato al trading, a partire dalla posizione individuale massima e fino alla dimensione totale dell’investimento.

La maggior parte del lavoro deve essere fatto prima di aprire una posizione perché l’obiettivo è quello di aprirla nella direzione giusta, in maniera che il commerciante abbia la fiducia necessaria per operare senza eccessivo stress e senza rischiare troppi errori. Ovviamente nella scelta della posizione bisogna sapere esattamente perché essa si apre e fissare degli obiettivi di chiusura precisi, che possono essere sia in positivo che in negativo.

Come Funziona il MACD

Uno degli oscillatori più usati nel Forex è senza dubbio il MACD, Moving Average Convergence Divergence. Questo indicatore è molto apprezzato dai trader dato che unisce diversi principi base.

Il MACD ha bisogno, per poter essere costruito, di tre diverse medie mobili esponenziali. Ogni media mobile esponenziale, a schermo, è rappresentata da una linea diversa. Sul monitor, in ogni caso, visualizzeremo solo due tre, dato che una coppia è usata solo come differenza, dunque sarà questa differenza che andremo a visualizzare.

La prima media mobile per il calcolo del MACD viene calcolata sulla lungheza di 12 periodi, mentre la seconda media mobile è la più lenta tra le tre prese in considerazione e viene calcolata sulla base di 26 periodi. Queste due medie mobili vengono affiancate tra di loro e ne viene calcolata la differenza. La terza media mobile che prendiamo in considerazione è anche la pià veloce tra le tre, ed è la media a 9 periodi.

Per riuscire ad avere i miglior risultati possibile dal calcolo del MACD, in ogni caso, lo stesso ideatore consiglia di applicarlo in maniera diversa a seconda del mercato a cui si fa riferimento. Per questo motivo, a volte potrebbe essere conveniente diminuire la differenza di velocità delle due medie mobili di cui si calcola la differenza, altre volte invece potrebbe essere meglio variare la linea di segnale, ovvero la media mobile che prima abbiamo indicato come quella a 9 periodi.

Il MACD è così apprezzato, come abbiamo anticipato prima, perché fonde le indicazioni di diversi indicatori. Ad esempio, la differenza tra le due medie mobili ricorda la formula usata per calcolare l’indicatore momentum. Inoltre il MACD si completa proprio per l’uso delle medie mobili, dato che da esse si riesce a capire facilmente ed in maniera molto intuitiva quali sono i momenti migliori per entrare o per uscire dal mercato.

Quando la linea della differenza incrocia la linea di segnale, abbiamo un chiaro segnale per aprire un’operazione. Se l’incrocio è fatto al rialzo, allora il segnale è di acquisto, se invece è fatto al ribasso, allora il segnale è di vendita.