Diventare Commercialista

Il commercialista è un libero professionista, esperto in diritto commerciale, che si occupa di fornire assistenza a privati o aziende nel campo fiscale, tributario, economico, contabile, societario, contrattuale, condominiale, consulenza del lavoro, procedure concorsuali (fallimenti) ecc. Ma come si pu0 diventare commercialista? Impegnarsi e mostrare di avere carattere può essere un ottimo inizio.

Difatti non tutti sanno che, per essere commercialista, la conoscenza e la competenza a volte non bastano. Bisogna essere pratici, avere un approccio costruttivo ed avere la propensione allo studio. Un commercialista infatti non potrà mai cullarsi sugli allori. L’introduzione di nuove norme, di nuove modalità di accesso a finanziamenti, le normative nazionali ed internazionali sono pane quotidiano per chi vuole diventare un buon commercialista. Come prima cosa dovrà leggere giornali, riviste specializzate, libri, in altre parole deve sempre aggiornarsi, specialmente nella materia fiscale, che si evolve continuamente.

Insomma è il caso di dirlo: per il commercialista gli esami non finiscono mai! Dopo il corso di laurea in Economia e Commercio, il dottore commercialista, dovrà fare 3 anni di pratica professionale presso un libero professionista iscritto all’albo.
Quindi ci si iscrive all’Elenco dei Praticanti, tenuto presso l’ordine professionale. Dopo la pratica, periodicamente certificata, ci si deve preparare per affrontare gli esami di abilitazione.

Il percorso per diventare commercialista può sembrare lungo e faticoso, in realtà lo è molto più di quanto si possa immaginare.
L’esame di abilitazione è, per ogni futuro commercialista, un’odissea. La commissione è formata da giudici e commercialisti di successo. L’esame è difficile e molto selettivo (3 prove scritte e 1 prova orale). Solitamente a superare l’esame per diventare commercialista è, all’incirca, il 15% dei candidati. Come se non bastasse, se l’esame non viene superato, bisogna aspettare un anno per poterlo risostenere.

Per maggiori dettagli sul percorso da seguire è possibile vedere anche questa guida su come diventare un commercialista che è abbastanza dettagliata.

Come Funziona il Coworking

Questa settimana parliamo di coworking. L’argomento è attualissimo e si presta a studi, riflessioni e aggiornamenti continui.

Il coworking nasce quando professionisti con competenze diverse decidono di condividere spazi e strumenti di lavoro per sperimentare, consapevolmente o inconsapevolmente, un nuovo modello professionale basato sullo scambio e sulla collaborazione.

La nascita del termine si fa risalire al 2005, quando il programmatore Brand Neuberg decise di mettersi in proprio lasciando il suo impiego in una multinazionale e di condividere uno spazio per rendere più stimolante il proprio lavoro. Scrisse nel suo blog: “Questa è la prima settimana di coworking (ambiente di lavoro condiviso), un progetto su cui sto lavorando“. Così nacque Spiral Muse, uno spazio di lavoro in comune per i freelance (con otto scrivanie, una cucina, una stanza per meditazione e massaggi) che ebbe però vita breve: dopo solo un anno lo spazio chiuse. Ma il coworking nel frattempo aveva iniziato a diffondersi facendosimotore propulsivo di iniziative e business innovativi nati dalla collaborazione e dalla creatività, frutto di legami professionali sbocciati in ambienti di lavoro condivisi e ben organizzati, progettati ad hoc.

Il fenomeno è ormai diffuso su larga scala, diventando anche una formula di lotta agli sprechi in tempi di crisi: questo modello sostenibile permette, infatti, di risparmiare sulle spese tradizionali di mantenimento di un ufficio.

Come Registrare Fattura di Vendita

Se sei uno studente di ragioneria, avrai studiato l’azienda e la sua struttura organica, partendo dalla persona dell’imprenditore fino all’insieme dei beni e persone che la compongono. Ma è possibile che lo scoglio più duro tu l’abbia trovato in sede di contabilità delle operazioni di acquisto e vendita. In questa guida, ti aiuterò a superare tale ostacolo, concentrandoci sulle scritture contabili derivanti da una fattura di vendita.

Hai difficoltà nel rilevare e registrare le fatture di vendita e tra qualche giorno dovrai sostenere il compito di ragioneria? D seguito ti spiegherò mediante esempio pratico, come risolvere questo inconveniente e superare l’esame brillantemente! Dunque, per prima cosa, devi sapere che la fattura di vendita rappresenta un documento che si inserisce all’interno della gestione ordinaria dell’impresa e si compone di una parte contabile e di una extracontabile.

Tizio (che ha un’impresa di giocattoli) vende a Caio 15 bambole al prezzo totale di € 200,00 più IVA al 20%. Il regolamento può avvenire o a mezzo contanti o a mezzo Banca. Registriamo questo fatto aziendale dal lato dell’imprenditore Tizio. Dunque, ai fini contabili, dovrai aprire 3 mastrini: il mastrino delle merci c/vendita, il mastrino dell’IVA, crediti v/clienti.
Leggi anche: Come Si Registra Una Fattura Di Acquisto Merci Intracomunitaria (CLICCA QUI)

Nel primo mastrino, avrai in AVERE il valore delle merci (al netto dell’IVA), quindi € 200,00, perché è ricavo. Il conto è dunque di natura economica. Nel secondo mastrino, avrai in AVERE il valore dell’IVA (€40,00) in quanto rileva il debito che Tizio ha verso l’Erario: è un conto di natura patrimoniale. Nel terzo mastrino avrai in DARE l’importo totale (€240,00) poiché è un credito che Tizio vanta verso Caio, anche questo è un conto patrimoniale.

Quando Caio effettuerà a Tizio il pagamento mediante CASSA (o BANCA), dovrai: aprire il mastrino della cassa (o banca), chiudere il mastrino dei crediti v/clienti. Nel primo mastrino, avrai in DARE l’importo pagato dal cliente (€ 240,00), in quanto variazione finanziaria attiva che aumenta la disponibilità di liquidità. Nel secondo mastrino, chiuderai in AVERE l’importo del credito (€ 240,00) e il saldo sarà pari a zero perché il cliente avrà saldato il suo debito.

A questo punto dovrai solo redigere in partita doppia la seguente scrittura di ricezione del pagamento, non trascurando l’elemento importante quale la data dell’operazione: CASSA (o BANCA) a CLIENTI/CAIO € 240,00 L’importo di € 240,00 va in DARE perché il credito si è manifestato in cassa o sul conto corrente bancario. Il conto CLIENTI/CAIO va in AVERE perché Caio salda il suo debito mediante pagamento in contanti o per banca.

Come Sfruttare la Conoscenza delle Lingue per Trovare un Lavoro

Conoscere una o più lingue è sicuramente un requisito su cui puntare nella ricerca di lavoro, e quindi nella stesura del curriculum e nella gestione della reputazione online.

Dimostrare
Risulta essere molto importante includere le competenze linguistiche nel curriculum, ma ciò che è ancora più importante è la capacità di dimostrarle, che vale più di qualsiasi certificato o attestato scritto. Se la posizione per la quale vi candidate necessita di una lingua straniera, allenatevi sul parlato perché è molto probabile che durante il colloquio sarete messi alla prova su questo fronte.

Mettere in evidenza
Il Web costituisce un’ottima vetrina per mettere in mostra le proprie abilità linguistiche. Se come abbiamo visto i selezionatori oggi si servono della Rete per una prima valutazione dei candidati, potete sfruttare i social network per darne prova. Questo non significa solo includerlo nel vostro profilo LinkedIn, ma anche usare la lingua per conversare su Twitter e su Facebook.
Una grande opportunità è quella poi di avere un blog in lingua, che vi terrà in esercizio e non da ultimo costituirà un biglietto da visita internazionale.

Parlare
I tutorial e il video blogging stanno diventando molto popolari tra gli utenti del Web; se quindi state pensando di creare un blog personale, pensate anche alla possibilità di includere degli interventi video, che daranno una prova tangibile della fluidità con cui parlate una lingua e un riscontro positivo ai recruiter in cerca di candidati.

Network
Per una persona che vuole fare della conoscenza delle lingue un requisito chiave, è preferibile sviluppare anche un network multiculturale. Si può cominciare per esempio con il guest blogging. Siete esperti di qualche materia, vi piace la musica, cucinare, viaggiare? Cercate blog e siti, anche aziendali, aperti al contributo di esterni e scrivete un post in lingua per loro. Aumenterete le vostre conoscenze, le vostre connessioni e la vostra rete di contatti e tutto parlerà di voi, ovviamente in lingua straniera.

Come Cambiare Priorità al Lavoro

Esistono quattro modi per ripensare alle priorità e gestirle con maggiore consapevolezza

Importante ma non urgente
Individuate tra le vostre attività quotidiane ciò che è importante ma non urgente, come prevede il metodo di time management. Iniziate quindi con ciò che è davvero urgente e rimandate il resto oppure imparate e delegare.
Uno dei modi per riuscire a fare questo è costruire dei rituali, in modo che la loro evasione diventi meccanica e veloce possibile. Tanto lo sapete, ogni giorno c’è qualche sorpresa a togliere la monotonia al lavoro!

Pensare oggi al domani
Come attività serale, prima di andare a casa, cercate di trovare dieci minuti per fare un brevissimo bilancio della giornata appena trascorsa e decidere che cosa fare il giorno dopo. Avere un’idea di che cosa vi attende la mattina seguente vi aiuterà a rimanere più concentrati di fronte alle emergenze che inevitabilmente incontrerete.

90 minuti
Al mattino, appena giunti sul posto di lavoro, fate per prima la cosa più importante, dedicandole un massimo di 90 minuti. Chiudete la porta, mettete le cuffie e scegliete la musica giusta, non guardate le email e tenete il telefono spento: più sarete concentrati e più aumentano le possibilità di terminare con successo quell’attività. Al termine, concedetevi una pausa caffè e affrontate la giornata più sereni.

Prendersi delle pause
In tutto questo programmare attività e tempi, non scordatevi di pianificare anche le pause. È una consapevolezza che sta prendendo sempre più piede nelle aziende, la gestione flessibile dell’orario, la necessità di poter staccare – insieme a quella di lavorare in ambienti accoglienti – è un’esigenza dei dipendenti che, se assecondata, non tarda a dare i suoi benefici. Prendetevi una pausa al mattino, una al pomeriggio e tutte le volte che vi è possibile pranzate lontano dalla scrivania. Staccate la testa da ciò che state facendo e approfittate di questi momenti per porvi delle domande sul vostro operato, la vostra soddisfazione e per fare piccoli bilanci quotidiani.