Come Funziona il Leasing Immobiliare

Negli ultimi giorni ci siamo ritrovati spesso ad affrontare i possibili vantaggi ottenibili mediante la stipula di un Leasing Immobiliare, soffermandoci in particolar modo su quelli destinati ai privati per uso abitativo. Comperare casa oggi non è cosa tanto facile e immediata, ed è giusto che prima di procedere a tale operazione vengano vagliate tutte le possibilità di prestito, tra cui anche quella del leasing. La prima normativa volta a disciplinare tale formula finanziaria è arrivata in Italia nell’Agosto del 2005, permettendo così anche ai privati di poter sfruttare tale opportunità.

Come già ribadito anche nei precedenti articoli, il Leasing Immobiliare ai privati, rappresenta un’interessante alternativa al mutuo ipotecario, soprattutto in alcune specifiche situazioni, in quanto potrebbe rivelarsi assolutamente vantaggioso soprattutto per l’acquisto di una seconda casa.

Perché allora affidarsi ad un leasing immobiliare anche per l’acquisto di un’abitazione?

Iniziamo con il dire che per alcune tipologie di compravendita il Leasing conviene, che sia esso effettuato da privati o da una qualche impresa, soprattutto perchè è l’unico finaziamento in grado di coprire il 100% del valore dell’immobile, una posizione questa difficilmente ottenibile mediante qualunque altra tipologia di prestito, basti pensare che solitamente, un mutuo supera molto di rado l’80% del valore complessivo.

Il Leasing immobiliare può essere concesso sia ad uso privato (abitativo) che commerciale, in questo caso però gli immobili in questione devono essere rigorosamente riferiti ad uso commerciale, industriale o comunque professionale, a differenza invece dei Leasing ai privati che si concentrano, appunto, sugli immobili ad uso abitativo.

Altro aspetto incredibilmente positivo dei Leasing immobiliari ai privati, è rappresentato dalla possibilità di finanziare anche l’arredamento, che può essere sostento mediante l’erogazione di un parallelo prestito al consumo.

La durata del contratto solitamente non estende mai oltre i 250 mesi, termine entro il quale il soggetto che fruisce del bene deve scegliere se riscattare o meno l‘abitazione in questione ad un prezzo solitamente inferiore rispetto a quello di mercato.

Articoli Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *