Come Funziona il Coworking

Questa settimana parliamo di coworking. L’argomento è attualissimo e si presta a studi, riflessioni e aggiornamenti continui.

Il coworking nasce quando professionisti con competenze diverse decidono di condividere spazi e strumenti di lavoro per sperimentare, consapevolmente o inconsapevolmente, un nuovo modello professionale basato sullo scambio e sulla collaborazione.

La nascita del termine si fa risalire al 2005, quando il programmatore Brand Neuberg decise di mettersi in proprio lasciando il suo impiego in una multinazionale e di condividere uno spazio per rendere più stimolante il proprio lavoro. Scrisse nel suo blog: “Questa è la prima settimana di coworking (ambiente di lavoro condiviso), un progetto su cui sto lavorando“. Così nacque Spiral Muse, uno spazio di lavoro in comune per i freelance (con otto scrivanie, una cucina, una stanza per meditazione e massaggi) che ebbe però vita breve: dopo solo un anno lo spazio chiuse. Ma il coworking nel frattempo aveva iniziato a diffondersi facendosimotore propulsivo di iniziative e business innovativi nati dalla collaborazione e dalla creatività, frutto di legami professionali sbocciati in ambienti di lavoro condivisi e ben organizzati, progettati ad hoc.

Il fenomeno è ormai diffuso su larga scala, diventando anche una formula di lotta agli sprechi in tempi di crisi: questo modello sostenibile permette, infatti, di risparmiare sulle spese tradizionali di mantenimento di un ufficio.

Come Registrare Fattura di Vendita

Se sei uno studente di ragioneria, avrai studiato l’azienda e la sua struttura organica, partendo dalla persona dell’imprenditore fino all’insieme dei beni e persone che la compongono. Ma è possibile che lo scoglio più duro tu l’abbia trovato in sede di contabilità delle operazioni di acquisto e vendita. In questa guida, ti aiuterò a superare tale ostacolo, concentrandoci sulle scritture contabili derivanti da una fattura di vendita.

Hai difficoltà nel rilevare e registrare le fatture di vendita e tra qualche giorno dovrai sostenere il compito di ragioneria? D seguito ti spiegherò mediante esempio pratico, come risolvere questo inconveniente e superare l’esame brillantemente! Dunque, per prima cosa, devi sapere che la fattura di vendita rappresenta un documento che si inserisce all’interno della gestione ordinaria dell’impresa e si compone di una parte contabile e di una extracontabile.

Tizio (che ha un’impresa di giocattoli) vende a Caio 15 bambole al prezzo totale di € 200,00 più IVA al 20%. Il regolamento può avvenire o a mezzo contanti o a mezzo Banca. Registriamo questo fatto aziendale dal lato dell’imprenditore Tizio. Dunque, ai fini contabili, dovrai aprire 3 mastrini: il mastrino delle merci c/vendita, il mastrino dell’IVA, crediti v/clienti.
Leggi anche: Come Si Registra Una Fattura Di Acquisto Merci Intracomunitaria (CLICCA QUI)

Nel primo mastrino, avrai in AVERE il valore delle merci (al netto dell’IVA), quindi € 200,00, perché è ricavo. Il conto è dunque di natura economica. Nel secondo mastrino, avrai in AVERE il valore dell’IVA (€40,00) in quanto rileva il debito che Tizio ha verso l’Erario: è un conto di natura patrimoniale. Nel terzo mastrino avrai in DARE l’importo totale (€240,00) poiché è un credito che Tizio vanta verso Caio, anche questo è un conto patrimoniale.

Quando Caio effettuerà a Tizio il pagamento mediante CASSA (o BANCA), dovrai: aprire il mastrino della cassa (o banca), chiudere il mastrino dei crediti v/clienti. Nel primo mastrino, avrai in DARE l’importo pagato dal cliente (€ 240,00), in quanto variazione finanziaria attiva che aumenta la disponibilità di liquidità. Nel secondo mastrino, chiuderai in AVERE l’importo del credito (€ 240,00) e il saldo sarà pari a zero perché il cliente avrà saldato il suo debito.

A questo punto dovrai solo redigere in partita doppia la seguente scrittura di ricezione del pagamento, non trascurando l’elemento importante quale la data dell’operazione: CASSA (o BANCA) a CLIENTI/CAIO € 240,00 L’importo di € 240,00 va in DARE perché il credito si è manifestato in cassa o sul conto corrente bancario. Il conto CLIENTI/CAIO va in AVERE perché Caio salda il suo debito mediante pagamento in contanti o per banca.

Come Sfruttare la Conoscenza delle Lingue per Trovare un Lavoro

Conoscere una o più lingue è sicuramente un requisito su cui puntare nella ricerca di lavoro, e quindi nella stesura del curriculum e nella gestione della reputazione online.

Dimostrare
Risulta essere molto importante includere le competenze linguistiche nel curriculum, ma ciò che è ancora più importante è la capacità di dimostrarle, che vale più di qualsiasi certificato o attestato scritto. Se la posizione per la quale vi candidate necessita di una lingua straniera, allenatevi sul parlato perché è molto probabile che durante il colloquio sarete messi alla prova su questo fronte.

Mettere in evidenza
Il Web costituisce un’ottima vetrina per mettere in mostra le proprie abilità linguistiche. Se come abbiamo visto i selezionatori oggi si servono della Rete per una prima valutazione dei candidati, potete sfruttare i social network per darne prova. Questo non significa solo includerlo nel vostro profilo LinkedIn, ma anche usare la lingua per conversare su Twitter e su Facebook.
Una grande opportunità è quella poi di avere un blog in lingua, che vi terrà in esercizio e non da ultimo costituirà un biglietto da visita internazionale.

Parlare
I tutorial e il video blogging stanno diventando molto popolari tra gli utenti del Web; se quindi state pensando di creare un blog personale, pensate anche alla possibilità di includere degli interventi video, che daranno una prova tangibile della fluidità con cui parlate una lingua e un riscontro positivo ai recruiter in cerca di candidati.

Network
Per una persona che vuole fare della conoscenza delle lingue un requisito chiave, è preferibile sviluppare anche un network multiculturale. Si può cominciare per esempio con il guest blogging. Siete esperti di qualche materia, vi piace la musica, cucinare, viaggiare? Cercate blog e siti, anche aziendali, aperti al contributo di esterni e scrivete un post in lingua per loro. Aumenterete le vostre conoscenze, le vostre connessioni e la vostra rete di contatti e tutto parlerà di voi, ovviamente in lingua straniera.

Come Cambiare Priorità al Lavoro

Esistono quattro modi per ripensare alle priorità e gestirle con maggiore consapevolezza

Importante ma non urgente
Individuate tra le vostre attività quotidiane ciò che è importante ma non urgente, come prevede il metodo di time management. Iniziate quindi con ciò che è davvero urgente e rimandate il resto oppure imparate e delegare.
Uno dei modi per riuscire a fare questo è costruire dei rituali, in modo che la loro evasione diventi meccanica e veloce possibile. Tanto lo sapete, ogni giorno c’è qualche sorpresa a togliere la monotonia al lavoro!

Pensare oggi al domani
Come attività serale, prima di andare a casa, cercate di trovare dieci minuti per fare un brevissimo bilancio della giornata appena trascorsa e decidere che cosa fare il giorno dopo. Avere un’idea di che cosa vi attende la mattina seguente vi aiuterà a rimanere più concentrati di fronte alle emergenze che inevitabilmente incontrerete.

90 minuti
Al mattino, appena giunti sul posto di lavoro, fate per prima la cosa più importante, dedicandole un massimo di 90 minuti. Chiudete la porta, mettete le cuffie e scegliete la musica giusta, non guardate le email e tenete il telefono spento: più sarete concentrati e più aumentano le possibilità di terminare con successo quell’attività. Al termine, concedetevi una pausa caffè e affrontate la giornata più sereni.

Prendersi delle pause
In tutto questo programmare attività e tempi, non scordatevi di pianificare anche le pause. È una consapevolezza che sta prendendo sempre più piede nelle aziende, la gestione flessibile dell’orario, la necessità di poter staccare – insieme a quella di lavorare in ambienti accoglienti – è un’esigenza dei dipendenti che, se assecondata, non tarda a dare i suoi benefici. Prendetevi una pausa al mattino, una al pomeriggio e tutte le volte che vi è possibile pranzate lontano dalla scrivania. Staccate la testa da ciò che state facendo e approfittate di questi momenti per porvi delle domande sul vostro operato, la vostra soddisfazione e per fare piccoli bilanci quotidiani.

Come Scrivere una Mail di Lavoro Corretta

Stando ai numeri, il tempo che occupiamo per la gestione delle email quando ci troviamo al lavoro è tantissimo, e la situazione peggiora se comprendiamo anche il disturbo e le distrazioni che arrecano all’attività che stiamo svolgendo.

Che cosa fare allora? Ecco 10 modi per gestire, leggere ed evadere la posta elettronica in maniera efficiente

Guardate la casella di posta 2 volte al giorno, una la mattina e una al pomeriggio. Non c’è bisogno di controllarla cento volte al giorno!
Individuate il 20% delle email che ha la priorità, posticipate il resto;
Create una cartella con “Risposte del giorno X”, così potrete prendervi del tempo per pensare bene alla risposta nel caso si tratti di questioni delicate;
Non c’è bisogno di rispondere a ogni email. Talvolta, non rispondere è già una forma di risposta;
Create dei modelli se vi capita di rispondere spesso a email dello stesso tipo;
Leggete solo le email importanti. Organizzatele per cartelle in modo da trovarle subito quando avrete il tempo per farlo;
Organizzate le email per categorie. Usate cartelle, etichette e una struttura gerarchica che possa facilitarvi;
Usate i filtri, che vi dividano automaticamente la posta;
Datevi un tempo massimo di 2 minuti per rispondere;
Siate spietati e cancellate l’iscrizione dalle newsletter che non leggete.

Dopo aver capito che cosa fare per limitare il tempo di gestione delle email e soprattutto per sbarazzarsi di quelle poco importanti, che cosa bisogna fare invece per scrivere bene un’email di lavoro?

Oggetto, è questa la parte più importante di una email, che ne definisce l’argomento e lo scopo. È qui che farete capire che cosa volte e preferibilmente in quanto tempo;
Link, attenzione a non inserirne troppi nel corpo della email, perché i link hanno il potere di spostare il lettore dalla email alla navigazione Internet, facendogli in qualche modo perdere il focus. Per questo, inseriteli quando sono indispensabili alla comprensione del testo, ma in calce all’email;
Allegato, insieme a oggetto e link, sono i pilastri della posta elettronica. Vanno inseriti avendo cura di anticiparli con due righe di spiegazione e spaziati tra di loro o indicati con il grassetto. Per capire come procedere, pensate alla vostra email come a una pagina del Web, che si costruisce cioè attraverso una struttura gerarchica precisa;
Copia e copia nascosta, mettete in copia solo le persone effettivamente interessate all’oggetto della email e per quanto riguarda la copia nascosta… è uno strumento delicato da usare con parsimonia!
Rispondi a tutti, se vi arriva una email in cui ci sono in copia altre persone, non dimenticatevi di procedere con il “rispondi a tutti” perché è segnale che la conversazione va condivisa;
Emoticon, fatta eccezione per le email strettamente formali, è possibile un uso ponderato delle emoticon. Esse infatti fanno le veci della gestualità e del linguaggio non verbale che manca al testo scritto e possono smorzare o inquadrare meglio i toni di ciò che diciamo. Limitiamoci tuttavia alle più conosciute per un massimo di due per email;
Quando non inviarla, se il testo non vi convince, se sentite che qualcosa potrebbe andare storto non rifugiatevi nelle emoticon, e – soprattutto quando la email è rivolta a colleghi o persone che potete vedere facilmente o sentire telefonicamente – vagliate l’ipotesi di parlare a voce. Eviterete spiacevoli fraintendimenti e le persone interessate apprezzeranno il vostro gesto.