Cosa Sono i Prestiti Agevolati

Con il preoccupante incremento dei debitori che non riescono a saldare i propri debiti aumentano anche, presso banche e agenzie di intermediazione finanziaria, le erogazioni di finanziamenti agevolati, che vengono spesso chiamati anche prestiti a tasso abbattuto.

Questo particolare tipo di finanziamento presenta tassi di interesse decisamente inferiori rispetto alla media di mercato anche se, per potervi accedere, è necessario essere in possesso di una posizione finanziaria che possa dimostrare all’istituto erogatore l’assoluta mancanza di rischi in fatto di insolvenza. In alcuni casi anche gli enti pubblici possono erogare dei prestiti agevolati rivolti ad aziende e imprese che operano in settori di nicchia; questi prestiti solitamente vengono annunciati periodicamente tramite bandi ufficiali.

I giovani possono approfittare di particolari forme di prestito agevolato rivolte a loro. Solitamente questi prestiti vengono erogati per acquistare materiale di studio oppure per proseguire gli studi stessi. In questo caso non è necessario presentare alcuni tipo di garanzia.

Esistono determinate categorie imprenditoriali, i giovani, le donne o i residenti in aree economicamente svantaggiate, a cui gli enti pubblici, previa approvazione delle banche o delle agenzie di intermediazione finanziaria, possono mettere a disposizione somme di denaro a interesse agevolato. Questo tipo di finanziamento solitamente è finalizzato all’avvio di un’attività in breve tempo. Un altro tipo di prestito aziendale agevolato è il prestito d’onore: in questo caso non è prevista la restituzione della somma ricevuta.

La cessione del quinto dello stipendio è la classica forma di prestito agevolato rivolto ai privati: è un finanziamento che prevede il prelievo automatico da parte della banca di un quinto dell’importo dichiarato in busta paga a un tasso inferiore rispetto alla media di mercato.

Come Richiedere il Rilascio del Certificato Penale

Il certificato penale è quel documento che serve a verificare se su un individuo pendono determinati procedimenti penali e comunque se egli ha la fedina penale pulita. Ti spiegherò come fare a richiederlo, specialmente se stai per partecipare ad un concorso pubblico o devi essere assunto da un qualunque datore di lavoro.

Per iniziare, è importante sapere che nei rapporti con la Pubblica Amministrazione questo documento può essere sostituito dall’autocertificazione del casellario giudiziale, un documento in cui si dichiara che non ci sono sentenze che riguardano la propria persona. I privati, però, possono richiedere il certificato originale.
Prima di tutto fai richiesta alla Procura della Repubblica presso il Tribunale del rilascio del certificato penale. Redigi la richiesta stessa in carta semplice. Paga poi i 3,10 euro dell’importo del diritto di certificato per il suo rilascio. Devi sapere che detto importo è raddoppiato qualora tu abbia urgenza di farti rilasciare il certificato il giorno stesso della richiesta.

Dopo alcuni giorni recati presso gli uffici competenti per ritirare il certificato penale. Dovrai ritirarlo sempre qui anche qualora tu abbia inoltrato la richiesta del rilascio online. Ti consiglio di allegare il certificato penale a tutta la documentazione richiesta, nel caso tu debba partecipare ad un concorso pubblico, visto che la fedina penale pulita è un requisito indispensabile per accedere a tutti i concorsi.

Se dopo un colloquio di lavoro andato bene, per l’assunzione ti richiedono il certificato penale, fallo nel più breve tempo possibile. Una volta ottenutolo, consegnalo assieme a tutti i documenti necessari al datore di lavoro che ti assumerà. Ricordati sempre che i datori di lavoro consultano spesso la fedina penale di coloro che devono assumere e nel caso essa non sia pulita, nella maggior parte dei casi non si viene assunti.

Lavoro Temporaneo in Spagna

Un periodo di lavoro in Spagna costituisce un’opportunità, non solo per migliorare la conoscenza della lingua ma anche per entrare in contatto con uno stile di vita diverso.

Per la ricerca di un lavoro temporaneo o “stagionale” è importante organizzarsi in tempo utile: se si è interessati a un’esperienza estiva, il periodo ideale per proporre la propria candidatura è durante i primi mesi dell’anno.

La disponibilità in termini di tempo deve essere, di norma, più lunga di un mese. Solo alcune offerte di lavoro nel settore agricolo prevedono un impegno di due o tre settimane.

Per alcune figure professionali, da impiegare nei settori turistico e alberghiero, può essere richiesta una disponibilità di sei, otto mesi tra marzo e ottobre. Alcune esperienze di lavoro temporaneo si possono invece svolgere in qualsiasi periodo dell’anno.

Di seguito forniamo alcune indicazioni utili alla ricerca di un lavoro temporaneo in Spagna. Vi segnaliamo che gli indirizzi di enti, servizi, associazioni e portali, se non citati nel testo, sono reperibili nel paragrafo Riferimenti Utili, al fondo della scheda.

Come muoversi per una ricerca efficace? Esistono varie possibilità.
-Rivolgersi ai consiglieri EURES (European Employment Services, ossia Servizi Europei per l’Impiego) in Italia o sul posto. EURES è una rete di servizi di informazione nata con l’obiettivo di favorire la mobilità lavorativa all’interno dell’Unione Europea.
-Consultare guide specializzate nella ricerca di un lavoro.
-Cercare gli annunci di lavoro attraverso i portali o le banche dati on-line.Gli annunci sono tutti in lingua spagnola, si consiglia di evitare i siti che richiedono una tassa di iscrizione.
-Utilizzare i centri per l’impiego spagnoli (INEM – Instituto de Empleo, Servicio Público de Empleo Estatal) che, attraverso las Oficinas de Empleo, presenti su tutto il territorio, offrono diversi servizi gratuiti: incontro tra domanda e offerta di lavoro, orientamento professionale, corsi di formazione per l’inserimento lavorativo, sostegno per i disoccupati, appoggio per iniziative imprenditoriali.
-Rivolgersi alle agenzie di collocamento private o Agencias de Colocación, che collaborano con il servizio di Stato nell’aiutare chi è alla ricerca di lavoro, facendosi però corrispondere un contributo in denaro.
-Fare riferimento alle agenzie interinali spagnole, reperibili sul sito del Ministerio del Trabajo y Asuntos Sociales
-Consultare i siti delle Camere di Commercio spagnole o Cámara Oficial de Comercio e Industria, che forniscono on-line elenchi di aziende che intrattengono rapporti commerciali con l’Italia.
-Consultare gli annunci di offerte di lavoro sui quotidiani (che in Spagna sono più di un centinaio, contando anche quelli che raccolgono un bacino regionale o locale di utenza) o le riviste specializzate spagnole. Tutti i quotidiani dedicano una sezione apposita alle offerte di lavoro, molto ampia la domenica, e vi si trovano annunci economici riguardanti anche la disponibilità di appartamenti da affittare. Inoltre nelle principali zone turistiche del Paese si pubblicano quotidiani in lingua inglese, francese e tedesca che offrono opportunità di lavoro, per le quali la conoscenza di altre lingue è indispensabile.

Anche in Spagna esiste l’opportunità di svolgere tirocini di lavoro, remunerati e non, o di rivolgersi alle scuole, agenzie o enti privati che si occupano dei soggiorni lavorativi o Work and Study.

Si ricorda inoltre la possibilità di trovare un lavoro alla pari, cioè un lavoro temporaneo che prevede la cura dei bambini e lo svolgimento di piccoli lavori domestici, presso una famiglia ospitante, in cambio di vitto, alloggio e di un contributo minimo

Requisiti generali
Per svolgere un lavoro temporaneo in Spagna è abitualmente richiesta la maggiore età (è sufficiente avere 17 anni compiuti per il lavoro nel settore agricolo) e occorre possedere una conoscenza almeno di base della lingua spagnola. E’ preferibile avere esperienza nel settore lavorativo per cui ci si propone, ma ciò è indispensabile solo per qualifiche specifiche come, ad esempio, istruttore sportivo, cuoco, manager o infermiere.
Utile anche la conoscenza di altre lingue, soprattutto per il lavoro nei settori turistico e alberghiero.
Per periodi di lavoro brevi, ai cittadini di un Paese dell’Unione Europea non viene richiesta particolare documentazione; i cittadini di altra nazionalità devono invece informarsi presso il proprio Consolato. Per un soggiorno superiore ai tre/sei mesi è necessario richiedere la carta di soggiorno agli sportelli per l’immigrazione della città in cui si lavora.

Come candidarsi
Generalmente ci si candida inviando il proprio CV con la lettera d’accompagnamento, sia che si risponda a un’inserzione, sia in caso di candidatura spontanea.
La lettera d’accompagnamento serve da presentazione e permette al selezionatore di avere una prima impressione del candidato. A meno che non sia indicato diversamente, sia la lettera che il CV devono essere in spagnolo e scritti a computer con un chiaro riferimento all’eventuale offerta per la quale ci si sta candidando.
Il Curriculum Europass è una valida alternativa al normale CV, per maggiori informazioni vedi http://bit.ly/2IvXa
In Spagna, i processi di selezione si basano normalmente su colloqui occasionalmente abbinati a test psicometrici o attitudinali. E’ meglio prepararsi adeguatamente informandosi sull’attività dell’azienda, considerando le proprie attitudini, le prospettive e le motivazioni che spingono a candidarsi.

Lavoro nel settore alberghiero e della ristorazione
In questo settore si registrano le maggiori possibilità di lavoro temporaneo del Paese (insieme a quelle del settore agricolo). Gli impieghi negli ostelli, alberghi e strutture ricettive varie, bar e ristoranti, sono previsti tutto l’anno nelle principali località turistiche (zone di Madrid e Barcellona, le regioni costiere e le isole).
In genere l’orario lavorativo settimanale è di 40 ore (per lo Statuto dei Lavoratori o Estatuto de los Trabajadores), ma il settore turistico presenta delle particolarità. E’ quindi sempre meglio prendere visione della retribuzione e delle condizioni previste prima di iniziare a lavorare. Infatti spesso in “alta stagione” il personale degli hotel, ristoranti e bar lavora 7 giorni su 7 per almeno 10 ore al giorno e i salari normalmente sono bassi rispetto all’impegno richiesto.
Le mansioni ricercate con maggiore frequenza sono: cuoco e aiuto cuoco, cameriere al tavolo, cameriere al piano (per i servizi e le pulizie nei piani e nelle camere), addetto alla reception, segretario; per i club turistici vengono richiesti anche animatori (sia per adulti sia per bambini), istruttori sportivi (soprattutto tennis, windsurf, vela), tecnici dello spettacolo, DJ, musicisti, cantanti, attori, cabarettisti, manager con esperienza per la gestione delle strutture e infermieri (ovviamente in possesso di titolo riconosciuto). Quasi tutti i datori di lavoro offrono vitto e alloggio.

Come Diventare un Erborista

La definizione di prodotto erboristico non è precisata in alcuna legge: i prodotti fitoterapeutici vengono assimilati, come categoria, agli integratori alimentari.
La prima e unica legge che disciplina la coltivazione, la raccolta e il commercio delle piante officinali risale al 1931. Negli ultimi anni le associazioni di categoria si stanno battendo, affinché questa professione venga ufficialmente riconosciuta.

Per quanto riguarda l’ambito di competenza, l’erborista può vendere solo preparati a base di erbe officinali, mentre i medicinali, in base alla normativa vigente, possono essere dispensati solo dalle farmacie.
L’erborista, dunque, è colui che vende all’ingrosso o al dettaglio parti di piante e loro derivati. E’ in grado di distillare e miscelare le erbe e con le stesse preparare ricette o preparati coadiuvanti, anche a fini preventivi, per il corretto esercizio o il miglioramento delle funzioni fisiologiche dell’organismo; può illustrare al cliente le proprietà e l’uso dei prodotti venduti, miscelando per lui le erbe che si adattano alla sua particolare esigenza. Conosce, infatti, le proprietà e la composizione chimica di tutte le erbe e le possibili interazioni tra di esse o con la situazione clinica della persona che ha di fronte. Commercializza anche prodotti cosmetici e dietetici a base naturale.
È importante sottolineare che per svolgere le suddette attività l’erborista deve essere in possesso di una laurea almeno triennale.
È possibile avviare un’attività per la vendita di prodotti officinali anche senza possedere un titolo di studio specifico ma in questo caso, all’interno dell’esercizio commerciale non si possono preparare tisane, infusi o altro utilizzando erbe sfuse, in quanto non si posseggono le competenze necessarie; l’attività consiste solo ed esclusivamente nel commercio di prodotti già preparati.

Formazione

Per intraprendere la professione di erborista in tutti i suoi aspetti, dalla preparazione e miscelazione di erbe sfuse fino al loro commercio, è necessario frequentare il Corso di laurea in Tecniche erboristiche, appartenente alla Classe L29 – Lauree in scienze e tecnologie farmaceutiche. Il corso, che ha durata triennale, è attivato presso la Facoltà di Farmacia di molte università italiane.
L’offerta formativa è piuttosto varia e le denominazioni dei corsi di laurea sono attribuite direttamente dalle università, per cui risulta difficile elencare tutti i corsi attivati dalle varie facoltà. E’ consigliabile, quindi, rivolgersi direttamente alle segreterie delle università per ottenere informazioni specifiche o visitare il sito del Ministero dell’Università, dell’Istruzione e della Ricerca.

Dopo avere conseguito la laurea triennale, è possibile proseguire gli studi in ambito universitario, frequentando il corso di specializzazione in Scienza e tecnica delle piante officinali, oppure iscriversi a corsi di perfezionamento (ad esempio Fitoterapia, Piante medicinali, Fitoterapici della medicina tradizionale cinese, …). Ognuno di questi corsi fornisce le competenze necessarie alla gestione, al controllo e allo sviluppo delle attività di produzione, trasformazione, commercializzazione e uso delle piante officinali e dei loro derivati.
Chi intende fare unicamente commercio di prodotti erboristici già confezionati non è tenuto a seguire il percorso universitario. E’ sufficiente frequentare un corso di formazione professionale di Commercio di prodotti alimentari, riconosciuto dalla regione di residenza e organizzato dalla locale Camera di Commercio in collaborazione con gli enti di formazione professionale.

Accesso alla professione

La professione di erborista non è regolamentata in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. Ciascuna regione, infatti, fa riferimento alle leggi locali in materia.
Le piante officinali sono assimilate agli integratori alimentari e, quindi, ai tradizionali alimenti. Per aprire un’erboristeria bisogna possedere i requisiti indicati nell’articolo 71 del Decreto Legislativo n. 59 del 2010, che tra l’altro disciplina l’apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande
aver frequentato con esito positivo un corso di formazione professionale per lo svolgimento dell’attività
aver prestato per almeno due anni la propria opera all’interno di aziende operanti nel settore alimentare
essere in possesso di una qualifica professionale, di un diploma di scuola secondaria superiore o di una laurea, nel cui corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.

Gli erboristi devono seguire le indicazioni concernenti l’igiene dei prodotti alimentari contenute nel Decreto Legislativo n. 155 del 1997 e nel Decreto del Ministero della Salute del 23 febbraio 2006.
È possibile anche esercitare la professione come dipendente all’interno di aziende di produzione e di commercio di prodotti erboristici all’ingrosso o al minuto con il ruolo di responsabile del controllo qualità, nei laboratori.

Come Funzionano i Prestiti per i Protestati

Può capitare, nel corso della vita, di venire protestati e di apparire nel database della Centrale di Rischi, chiamata anche CRIF. Queste segnalazioni vengono fatte quando non si adempiono i propri obblighi di pagamento in caso di debito, anche se molto spesso ci si può trovare in questa situazione anche in seguito a un semplice ritardo nel pagamento della rata.

Sono molte le società di intermediazione finanziaria che promettono di poter erogare prestiti anche a persone protestate: fate molta attenzione perché molto spesso si tratta di pubblicità ingannevole con lo scopo di attirare un maggiore numero di clienti. Chi si trova nella condizione giuridica di protestato, infatti, non ha altra soluzione che richiedere un prestito tramite la cessione del quinto dello stipendio, come spiegato in questa guida pubblicata su Iprotestati.com.

Solitamente concedere un finanziamento a una persona che si trova nello status giuridico di protestato è un’operazione rischiosa per un istituto di credito o per una società di intermediazione finanziaria, in quanto le persone protestate lo sono proprio perché hanno dimostrato, in passato, di essere dei cattivi pagatori. L’unica garanzia che banche e società di intermediazione hanno per garantirsi un pagamento preciso e soprattutto puntuale è quindi la cessione del quinto dello stipendio, in quanto la rata mensile viene detratta automaticamente dalla busta paga e accreditata direttamente alla società erogatrice nei tempi prestabiliti.

Tutti gli istituti di credito, ad ogni nuova richiesta di finanziamento, controllano presso il database elettronico della Camera di Commercio lo status finanziario della persona che ha richiesto il prestito, verificando anche la presenza di un eventuale stato di protestato.

Le persone protestate ricevono una segnalazione presso il database del CRIF, mentre in caso di protesti per assegni scoperti verrà immediatamente segnalato anche al CAI, ossia il Centro di Allarme Interbancario che si trova presso la Banca d’Italia. Lo status di protestato può anche essere cancellato rivolgendosi alle Camere di Commercio italiane, anche perché spesso si viene segnalati al CRIF anche in caso di errori o di leggerezza da parte delle stesse società di riscossione dei debiti. In questi casi ci si rivolge direttamente al Presidente della propria Camera di Commercio presentando tutta la documentazione disponibile per avviare e chiudere la pratica.

Oggi la tecnologia ci consente di accedere direttamente ai registri elettronici delle diverse Camere di CommercioCamere di Commercio locali per reperire i moduli per la cancellazione del proprio nome dagli elenchi dei protestati dopo il pagamento o la riabilitazione. È inoltre possibile scaricare i moduli di autocertificazione in caso si sia vittime di errori o di pratiche illegittime da parte delle società finanziarie a cui ci si è rivolti per l’erogazione di un finanziamento.
Grazie a questi moduli reperibili in rete è quindi possibile ottimizzare i tempi ed evitare spesso interminabili giri presso i vari uffici locali.
Un’operazione in grado di snellire i tempi burocratici senza ulteriori percorsi tra i vari uffici territoriali.